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153º COMPLEANNO

Alberto Triola: «Oggi Toscanini penserebbe a un grande concerto benefico. E così faremo»

di MARA PEDRABISSI -

25 marzo 2020, 14:27

Alberto Triola: «Oggi Toscanini penserebbe a un grande concerto benefico. E così faremo»

Il 25 marzo di 153 anni fa, nasceva, nella casetta di borgo Tanzi, Arturo Toscanini. Figlio di un sarto e di una sarta, ebbe in dono il talento massimo di una bacchetta magica. Non lavorò di ago e filo, ma diede filo da torcere ai seminatori di odio e ingiustizie. 

Alberto Triola, sovrintendente della Fondazione Toscanini, che cosa direbbe, in questi giorni di "guerra", Arturo ai suoi concittadini?
«Nel mio ufficio ho appeso la gigantografia di una foto storica, che è una stella polare per me e per chi mi viene a trovare. E' uno scatto dell'ottobre 1918: il Maestro all'Arena civica di Milano, dirige orchestra e coro della Scala e alcune bande della regione Lombardia per il primo grande "concertone" di beneficenza della storia, una raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana a favore dei feriti e delle vedove di guerra. E' un'immagine che definirei patriottica, senza timore di usare il termine in  modo retorico: ci mostra come per Toscanini al primo posto stesse la sacralità della solidarietà». 

Quindi oggi penserebbe a organizzare un grande concerto benefico...
«Sicuramente. E sicuramente è la prima cosa che faremo noi, appena sarà possibile, posso già annunciarvelo, con il coinvolgimento di altre istituzioni cittadine e regionali. Sarà l'occasione per ritrovarci finalmente insieme,  per dirci che siamo una comunità. Una comunità più forte, dopo avere capito quanto è difficile stare lontani un metro. La musica è il primo grande veicolo di condivisione». 

A proposito di comunità, la Toscanini ha una sua famiglia ideale, costituita dal pubblico, dagli abbonati. Molti hanno rinunciato al rimborso dei biglietti.
«Esatto è stato lanciato questo hashtag a livello nazionale, #Iorinuncioalrimborso, che sta ricevendo numerosissime adesioni in tutto il Paese e anche dal nostro pubblico. E' una bellissima iniziativa per sostenere le istituzioni culturali e gli artisti stessi, così duramente colpiti dall'emergenza legata al nuovo coronavirus. E' un piccolo gesto che chiunque può compiere ma di straordinario valore, come investimento futuro».

D'altro canto, voi avete cercato di mantenere un collegamento con il vostro pubblico attraverso lo streaming.
«Abbiamo iniziato il 6 e 7 marzo, che sembra un secolo fa, quando ancora si poteva suonare a un metro di distanza, con due concerti proposti su Facebook e sui nostri social ma anche su Lepida Tv della Regione e 12 Tv Parma. Hanno avuto un grande successo, con  decine di migliaia di visualizzazioni anche nei giorni seguenti. Oggi siamo presenti sui social con una serie di iniziative raccolte dalla campagna #seguilaT. Innanzitutto un contest in cui il pubblico manda foto e video della propria musica;  tra le tante testimonianze, ci è arrivato il concerto a distanza di chilometri tra un musicista di Rovigo e uno di Rotterdam, due violisti in duetto, commovente. Poi pubblichiamo le testimonianze di direttori e solisti ci fanno sentire la loro affettuosa vicinanza. Ancora, i video dei professori della nostra orchestra che eseguono ognuno un passo della letteratura musicale, un coro a distanza. L'ultima iniziativa, che ha preso il via domenica, si chiama #AlleCinque: è la riproposizione di grandi concerti del nostro archivio, sempre alle cinque del pomeriggio. La particolarità è che al termine del concerto viene svelata data e programma del successivo. E così fino al 5 aprile. Il prossimo appuntamento è proprio domani (oggi, ndr): i Carmina Burana di Carl Orff  con la Filarmonica Toscanini diretta da John Axelrod, un'esecuzione del 2015. Infine posso annunciare in anteprima un accordo che abbiamo appena raggiunto: con i nostri concerti saremo nel palinsesto di Sky Classica».
 
Tante iniziative, anche per cercare di colmare la perdita dei molti appuntamenti cancellati o rinviati. 
«Abbiamo già dovuto annullare dieci serate della Filarmonica, sospesi i concerti  della domenica della "Gazzetta", quelli per le scuole e Toscanini "Next". Ma anche le produzioni operistiche regionali, ahimé,  "Falstaff" e "Pelleàs et Mélisande" che vedevano la Toscanini in buca». 

Se tutto finisse oggi, purtroppo solo per ipotesi, il conto a quanto ammonterebbe? 
«Non abbiamo ancora elaborato un conteggio ufficiale ma parliamo di  svariate decine di migliaia di euro. Ma le perdite non solo economiche, sono anche di contenuto perché sia chiaro che questa non era una stagione ordinaria ma straordinaria, per Parma 2020,  con direttori come Daniele Gatti, Fabio Luisi, nomi stellari,  impegnati in tutto il mondo, con le agende blindate. Non sarà facile riaverli ma è chiaro  che farò appello alla loro sensibilità e amicizia».

Le istituzioni sono al lavoro per estendere Parma 2020 al 2021.
«Questa è una iniziativa giusta e positiva. Purtroppo noi intanto ci vediamo cancellata una importantissima tournée in Oriente, dove eravamo invitati a due festival, uno in Corea e uno in Giappone,  e siamo costretti a rimandare il concorso per direttore d'orchestra per l'opera italiana intitolato al Maestro che aveva ricevuto il numero record di 240 iscrizioni da 45 Paesi di tutti il mondo».

Così torniamo al principio, Toscanini è un simbolo in tutto il mondo, non solo in Italia. Anzi si mise in "autoesilio" quando l'Italia e l'Europa smisero di essere una terra libera.
«Toscanini ebbe molto in comune con Dante, a partire dall'esilio. Basterebbero Dante e Toscanini per raccontare la saldezza morale e la genialità artistica degli italiani. E' di loro che ci dobbiamo  ricordare nei momenti in cui, come popolo, siamo messi alla prova».

Se Toscanini dovesse dirigere  il concerto della rinascita, cosa metterebbe in programma?
«E' sin troppo semplice da dire, ma è un altro grande frammento dell'essere italiano, il Requiem di Verdi».