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Cinquant'anni fa Mike Bongiorno dava il via alla grande epopea del «Rischiatutto»

di Vanni Buttasi -

04 aprile 2020, 11:00

Cinquant'anni fa Mike Bongiorno dava il via alla grande  epopea del «Rischiatutto»

Era una televisione in bianco e nero, con il bravo presentatore, Mike Bongiorno, e una giovane valletta dalle audaci minigonne, Sabina Ciuffini, e una lunga schiera di concorrenti preparatissimi pronti a rispondere sugli argomenti più disparati.  
50 anni fa «Rischiatutto», in onda sul Secondo Programma dal 1970 al 1974 al giovedì sera, era il telequiz che ha appassionato quelli della mia generazione con campioni che rispondevano ai nomi, solo per citarne alcuni, di Massimo Inardi, Andrea Fabbricatore, Giuliana Longari, Ernesto Marcello Latini, Marilena Buttafarro, Maria Luisa Migliari, Enzo Bottesini. 
E noi, a casa, davanti al piccolo schermo, a cercare di rispondere alle domande poste dal mitico Mike, sotto l'inflessibile controllo di Ludovico Peregrini, il famoso «Dottor No», autore del programma insieme a Paolo Limiti e a Piero Turchetti, regista del programma e reso celebre dalla frase «Fiato alle trombe, Turchetti!» con cui lo stesso presentatore dava inizio alla puntata. Come celebre era la sigla di testa creata da Sandro Lodolo.

Ad ogni puntata partecipavano tre concorrenti che affrontavano singolarmente dieci domande preliminari su una materia concordata per conquistare un montepremi da giocare successivamente. Poi i tre partecipanti, chiusi nelle loro cabine contigue, si sfidavano al tabellone elettronico con 36 caselle, sei per ogni materia, ognuna delle quali custodiva una domanda o una sorpresa. Il valore dei premi per ogni materia andava da 10mila a 60mila lire in base alla difficoltà. 
Il quiz riservava degli imprevisti: il «jolly», che regalava il premio senza rispondere, e il «rischio», che costringeva il concorrente a scegliere una cifra da puntare. 
Al termine del tabellone, i tre concorrenti andavano al raddoppio rispondendo in un tempo massimo di un minuto alle domande sulla materia di competenza. 
Alla fine diventava campione chi aveva accumulato più soldi e si guadagnava il diritto di ritornare la settimana successiva.
«Il gioco è più facile da fare che da spiegare - annota Aldo Grasso nella sua “Storia critica della televisione italiana” - e Mike Bongiorno è certamente il più adatto a condurlo, affiancato dalla valletta più celebre dopo Edy Campagnoli: Sabina Ciuffini. Mike dà il meglio di sé con la sua sedicente ingenuità dagli esiti spesso paradossali. Gli sviluppi di ogni puntata del telequiz appassionano e fanno discutere i telespettatori; pochi sanno che la trasmissione è registrata e che, dunque, tutto ciò che accade non è frutto di fortuiti imprevisti, ma della decisione di fare andare in onda anche quel che di inatteso si sia eventualmente verificato».
Numerossimi gli episodi che sono entrati nella storia della trasmissione e della tv italiana, a cominciare dalla famosa gaffe di Mike nei confronti della campionessa Longari, che Paolo Limiti ha svelato, diversi anni dopo, nel corso di  un'intervista al quotidiano La Repubblica: «La signora Longari con la storia dell'uccello non c'entra niente. La frase era rivolta a un'altra concorrente; non fu una gaffe spontanea, Mike a volte era come un bambino... Scoprì che la concorrente avrebbe risposto a domande di ornitologia. Mi guardò: “Se sbaglia uccello, facciamo la battuta?”. Mi misi a ridere: “Non farci licenziare tutti, per favore”. C'era il famoso funzionario di servizio. Ma Mike era naturale, candido, mai volgare». 
Per continuare con il gesto di Massimo Inardi, medico di Bologna, esperto di musica classica con la passione della parapsicologia che, dopo aver vinto una somma importante, devolse la vincita di una puntata a un bambino bisognoso del trapianto di rene. 
Infine «Rischiatutto», all'epoca, fu campione negli ascolti: le cinque edizioni collezionano in media 20 milioni di telespettatori.

CURIOSITA'
LA CAMPIONESSA  PIÙ LONGEVA
Giuliana Longari, che rispondeva a domande sulla storia romana, vinse 10 puntate, rimanendo in carica dal 7 maggio al 16 luglio 1970. Da tutti è ormai conosciuta come la «Signora Longari».

I CAMPIONI  DEI CAMPIONI
Nella finale tra i campioni delle prime tre edizioni di «Rischiatutto» (1970-1971-1972) si impose Massimo Inardi, che vinse complessivamente più di 48 milioni. 
Nella finale per le edizioni 1973-1974 vinse Maria Luisa Migliari con un bottino complessivo di oltre 43 milioni.

FAZIO E L'EDIZIONE 2016
Il remake di «Rischiatutto» fu condotto, nel 2016, da Fabio Fazio affiancato dal «Signor No» originale Ludovico Peregrini. A vincere la finale fu Giuseppe Luca Pentassuglia di Perugia: complessivamente vinse 382mila euro.