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Più veloci del virus - Marcheselli prende le misure: il suo «Metro» vince in Svizzera

Concorso lampo sulla distanza sociale: menzione speciale negli over 24 al cortometraggio realizzato  dal regista parmigiano a tempo di record

di FILIBERTO MOLOSSI -

17 aprile 2020, 15:04

Più veloci del virus - Marcheselli prende le misure: il suo «Metro» vince in Svizzera

Non è un tipo da cui prendere le distanze, nemmeno in questo periodo, Fabrizio Marcheselli, anzi: giornalista e scrittore vulcanico, autore (insieme a Francesco Dradi e Antonio Cavaciuti) del fortunato docufilm dedicato al Màt Sicuri, per ovviare, come dice lui, «almeno in minima parte alla sensazione di carcerazione preventiva o arresto domiciliare», ha partecipato a un concorso di video sul tema - attualissimo - del social distancing al tempo del coronavirus. Realizzando da solo, in casa, un cortometraggio  di un minuto (il tempo massimo assegnato) con il suo smartphone, «dunque tecnicamente rudimentale e molto casalingo». Ma evidentemente sufficientemente sincero, ispirato e originale da ottenere l'attenzione della giuria. Infatti Marcheselli  con «Il metro» si è aggiudicato la «special mention» nella categoria al di sopra dei 24 anni (ce ne era un'altra riservata ai giovani tra i 14 e i 24), piazzandosi in pratica al secondo posto nel concorso lampo «Più veloci del virus» riservato ai videomaker europei .
L'idea del concorso è venuta a una filosofa svizzera, Guenda Bernegger, insegnante di etica e Medical Humanities a Lugano, che  ha per prima elaborato l’idea, poi sostenuta da Francesca Acerboni (giornalista e architetto di Milano) e Monique Bosco-von Allmen (architetto di Lugano). «Ancora pochi giorni fa, dalla mia finestra che dà sulla città - racconta la Bernegger sul sito della manifestazione - vedevo assembramenti nei locali, giovani uniti a un microfono da karaoke. Altro che social distancing. Accanto a noi l’Italia già al coprifuoco Mi sono  chiesta cosa avrei potuto fare. Se ho studiato filosofia, etica e teatro sociale e non agisco ora, a cosa mi è servito? Da qui l’idea di un concorso lampo: far realizzare ai giovani un video virale, da diffondere "più veloce del virus” per raggiungere chi ancora in altre regioni della Svizzera e dell’Europa ha in mano il nostro destino. E divulgare l’idea di #iorestoacasa, su un social potente e rapido come Instagram».
Obiettivo raggiunto: anche da Marcheselli che, saputo del concorso,  ha preparato la sceneggiatura in un giorno, quello seguente lo ha girato e il terzo lo ha montato: spedendolo 24 ore dopo via WeTranfert, appena in tempo prima che la brevissima finestra delle iscrizioni si chiudesse. 
Sì, insomma: più veloce del virus Marcheselli lo è stato veramente. Diviso lo schermo in due ha preso letteralmente le distanze da se stesso, sdoppiandosi con ironia per rispettare al meglio le distanze sociali. E tra un metro «di paragone» e un metro «di giudizio» è arrivato a un metro dalla vittoria: che gli è sfuggita davvero di pochissimo se la giuria ha voluto comunque premiarlo creando una menzione speciale e attribuendogli un riconoscimento in denaro. «Il video di Fabrizio Marcheselli - si legge nella motivazione del premio - sviluppa in forma originale una riflessione sulla distanza sociale e sulle sue possibili implicazioni identitarie. Giocando sulla pluralità dei significati ricoperti dal semplice "metro", fa riflettere sulla non univocità di concetti, precetti e misure». 
Per Fabrizio una bella sorpresa, nonché una grande soddisfazione: abbastanza per rendergli meno amara la quarantena. Anzi, per farlo camminare a un «metro» da terra.