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La violinista sul tetto "Quell'anno a Parma: un ricordo bellissimo"

Lena Yokoyama, famosa per il concerto all'ospedale di  Cremona, ha studiato al Boito col Trio di Parma e Maurizzi: «È un vero talento»

di Filiberto Molossi -

25 aprile 2020, 10:11

La violinista sul tetto "Quell'anno a Parma: un ricordo bellissimo"

Ha commosso l'Italia suonando - per pazienti e volontari, medici e infermieri e per chiunque avesse un momento per ascoltarla - sul tetto dell'ospedale di Cremona, da settimane al centro di  una lotta durissima contro il coronavirus: un angelo vestito di rosso, Lena Yokoyama che, appesa al cielo, ha fermato il tempo esibendosi in un silenzio irreale. Ne hanno parlato tutti della «violinista sul tetto»,  le note del suo concerto-tributo  sono arrivate fino ai tg nazionali, anche la «Gazzetta» se ne è occupata nei giorni scorsi. Ma quello che forse ancora pochi sanno è che questa giapponese dallo straordinario talento e con il cuore che batte per l' Italia, ha studiato anche a Parma, una città con cui ha ancora forti legami.
«Sì, ho fatto un master di un anno a Parma, ed è stato un anno bellissimo - conferma Lena  -: ho seguito le lezioni  del  Trio di Parma (Ivan Rabaglia, Enrico Bronzi e Alberto Miodini) e del professor Pierpaolo Maurizzi. Col trio di cui faccio parte, il Trio Kanon, composto oltre che da me dal pianista Diego Maccagnola e dal violoncellista Alessandro Copia, avevamo già studiato col Trio di Parma a Duino, all'International Chamber Music Academy: loro sono davvero bravissimi.  Quindi quando c'è stata l'occasione di frequentare sotto la loro guida e quella del prof Maurizzi  il master annuale di secondo livello di "Alto perfezionamento in interpretazione musicale-musica da camera" al Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma, l'abbiamo colta: e io e Diego, che è anche il mio compagno, ci siamo iscritti. Il nostro legame con il Trio di Parma è molto forte: ho studiato con loro 5 anni e ancora adesso continuo a sentirli».
L'esperienza parmigiana della violinista è recente: risale infatti all'anno accademico 2017-2018. Anche qui Lena ha lasciato il segno:  ottenendo in duo con Maccagnola  il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore all’esame finale, interpretando un programma di musica francese a cavallo tra Ottocento e Novecento.
I suoi ricordi? Suonano dolci: «I Maestri Miodini, Rabaglia, Bronzi e Maurizzi sono fantastici sia come musicisti che come persone - sottolinea in un italiano perfetto-: mi hanno dato tantissime ispirazioni musicali e ancora adesso li rispetto molto. Mi sono trovata bene anche con l'ambiente della scuola. A Parma avete un conservatorio stupendo con due sale che hanno un'acustica fantastica. È stato davvero bello avere l'opportunità, nel corso degli studi, di fare le lezioni e le esecuzioni in quelle sale».
E di sicuro, la Yokoyama al «Boito» non è passata inosservata: «È una ragazza che ha un’intensità musicale strepitosa - dice di lei adesso Maurizzi -. Appena mette mano allo strumento si trasfigura e porta chi ascolta in un mondo molto profondo. Un vero talento».
Non solo: la permanenza parmigiana le ha in un certo senso portato anche bene oltre ad averla aiutata a migliorarsi ancora. Nel 2018 - l'anno in cui ha frequentato il master al nostro conservatorio - Lena con il Trio Kanon ha vinto infatti il Concorso internazionale di musica da Camera di Pinerolo e Torino Città Metropolitana, dove si sono aggiudicati il 1° Premio, il Premio del pubblico e il Premio speciale «Cerutti–Bresso» per la migliore interpretazione di Brahms. Insomma, un trionfo.
A Parma (dove peraltro si è esibita in passato col Trio Kanon e dove speriamo possa tornare a suonare  presto)  la musicista  conferma di essersi trovata molto bene: «Abitando a Cremona con Diego facevamo sempre avanti e indietro, ma sono comunque riuscita a vivere la vostra città, che è davvero bellissima: e sa una cosa? Ogni volta che venivamo a Parma approfittavamo per andare a mangiare al Tribunale, dove sono stata sempre benissimo!».