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CINEMA

Parma, a fine giugno pronte le arene: ora da capire le regole del gioco

Gli esercenti: «Bellissima notizia, ma i dubbi sono tanti». Distanza di un metro: i nodi biglietteria e sanificazione
 

di Filiberto Molossi -

18 maggio 2020, 12:03

Parma, a fine giugno pronte le arene: ora da capire le regole del gioco

Adesso che il «quando» è stato deciso resta da capire bene il «come». Ma  una data almeno c'è: dal 15 giugno i cinema (e i teatri) potranno riaprire. Dopo un silenzio (che alla fine sarà) lungo più  di 100 giorni si intravede una luce in fondo alla sala: i grandi  schermi torneranno a illuminarsi. Anche a Parma? Sicuramente sì. Anche se le esatte tempistiche e le modalità sono ancora da studiare. Ma una cosa è certa: il cinema nella piccola capitale ripartirà dalle arene.  Secondo il nuovo dcpm Gli spettacoli nei teatri, sale da concerto, cinema possono riprendere «con posti a sedere preassegnati e distanziati», nel rispetto della distanza di un metro per personale e spettatori. Viene indicato un numero massimo di 1000 persone per spettacoli all’aperto; 200 persone per spettacoli al chiuso, per singola sala. Le regioni possono stabilire una diversa data in relazione al contagio. 
«È stata  una bellissima sorpresa - commenta Ivan de Pietri, gestore dell'Astra -: significa che finalmente si è riparlato di cinema e teatro. Ora occorre attendere le linee guida  della regione  perché effettivamente i dubbi sono tanti». Dalla biglietteria elettronica ai servizi igienici:   c'è molto in ballo, altrettanto da chiarire. 
«Se si applicherà come sembra il metro di distanziamento significherebbe ridurre la capienza della sala alla metà: è fattibile. L'obbligo della biglietteria solo online invece per le arene estive sarebbe molto limitante: il meteo gioca una componente fondamentale, non acquisto un biglietto tre giorni prima se non so che tempo fa. Bisogna anche capire cosa faranno le distribuzioni: se faranno uscire i film che non hanno potuto esprimersi adeguatamente prima del lockdown - come quelo di Muccino e di Diritti su Ligabue - o anche, come mi auguro, qualche prima visione, così da spingere tutto il movimento».
Di sicuro, «sarà un bel test: che si parta prima del previsto è l'aspetto certamente più positivo, l'arena di per sè è un ambiente rassicurante, la sanificazione è più semplice. Ma qualcosa ovviamente cambierà: non credo che si potranno fare, almeno in questa prima fase, tre spettacoli al giorno nella stessa sala, si rischia che non ci sia il tempo per  fare la sanificazione. E anche sul discorso bagni va trovata una soluzione». Di fatto, l'arena dell'Astra - come le altre della città -  aveva già intenzione di riaprire questa estate: ora però i tempi sono più certi. «Noi stiamo pensando di aprire dopo San Giovanni, nell'ultima settimana di giugno».
Anche il D'Azeglio punta sull'arena: «Aprire il 15 giugno al chiuso non è fattibile per noi - sottolinea Luigi Lagrasta, presidente del Circolo cinematografico D'Azeglio -   perché a questa data la sala è abitualmente  chiusa per stagionalità.  La volontà di aprire l' arena invece c'è come sempre,  a fine giugno però: ma è fondamentale conoscere nel particolare le normative del decreto per quanto riguarda le arene prima e le sale al chiuso poi. Oltre ai distanziamenti bisogna sapere  che sanificazione viene richiesta, oltre a quali norme saranno in vigore sulla bigliettazione  e se esiste o meno un obbligo di non aver code: conoscere  questi e altri aspetti sarà basilare  al fine di verificare fattibilità e costi dell'apertura dell'arena. Mentre per la sala al chiuso se ne riparlerà a settembre». Molte ancora insomma le valutazioni da fare, ma almeno si riparte: «E di questo siamo tutti felicissimi: ma ancora non sappiamo nei dettagli come avverrà questa riapertura».
Il nodo è sempre quello: le regole del gioco. «Occorre soprattutto vedere quali sono i regolamenti applicativi», spiega anche Andrea Gambetta, presidente di Solares e referente dell'Edison. «La voglia di ripartire c'è ed è tanta: bisogna capire come, con quali modalità. Abbiamo già cominciato a studiare la situazione per quanto riguarda l'arena ed è nostra intenzione riaprirla con capienza ridotta. Ma se si entra nello specifico ci sono molte domande sospese: ad esempio, un gruppo di amici possono sedere vicini? Sarà obbligatorio prenotare il biglietto? E qual è la responsabilità del datore di lavoro se un dipendente si ammala di coronavirus? Insomma, tutti vogliamo tornare alla normalità, ma abbiamo bisogno di sapere cosa dobbiamo fare».
E chi l'arena non ce l'ha? Come i due The Space della città? Contano in tutto 19 schermi: non sono pochi. Adesso però è ancora presto per capire cosa faranno i due grandi cinema controllati dall'inglese Vue. Che da parte sua sta pensando di ricominciare a proiettare a partire dal 4 luglio nel Regno Unito, per avvantaggiarsi dell'uscita fortissima di «Tenet», il nuovo film di Christopher Nolan.  Già allo studio un sistema di prenotazione e acquisto online in modo da garantire il distanziamento tra gruppi di spettatori appartenenti ai diversi gruppi familiari, orari delle proiezioni ben scaglionati per evitare assembramenti e l'introduzione di procedure di sanificazione accurate nonché di protocolli di protezione dei dipendenti. Il resto lo deve fare lo spettatore: tornare a credere, tra un mese o poco più, in una magia che è tale solo davanti a un grande schermo.