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Insolito Festival

«Il più grande epistolario d'amore della città» per un finale che incanta

10 settembre 2020, 11:33

«Il più grande epistolario d'amore della città»  per un finale che incanta

CLAUDIA OLIMPIA ROSSI
«Il più grande epistolario d’amore della città», la mostra comunitaria creata da Micro Macro, su un’idea di Flavia Armenzoni, a cura di Daniele Bonaiuti e Chiara Renzi, firma, anzi autografa, l’ultimo atto di Insolito Festival, che chiude così la settima edizione. 
Nel suggestivo spazio delle Serre Petitot, al Parco Ducale, da sabato  (inaugurando alle 17) al 15 settembre, l’installazione raccoglie scritti donati dai cittadini alla comunità, incantata spettatrice e destinataria del dialogo amoroso. 
Il progetto «Lettere d’amore», in stretto legame con Parma ma non solo, è divenuto indirizzo cui spedire le missive. Un ritorno alla tangibilità della carta, all’unicità sinuosa della grafia, all’emozione che un foglio bianco riflette nell’atto d’amore per eccellenza della scrittura. 
Alla presentazione della mostra sono intervenuti Michele Guerra, assessore alla cultura del Comune di Parma, («è un onore sia inserita in Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21»), Beatrice Baruffini, curatrice di «Insolito Festival», Daniele Bonaiuti e Chiara Renzi. 
«L’amore - introduce Baruffini - non ha confini di tempo né di spazio. In questa collezione di parole, temi, materiali, emerge una fotografia, in un unicum artistico, che rivela la democraticità della scrittura. Si tratta di piccoli, intimi, atti creativi, racchiusi in una dimensione sotterranea».
«Partendo da questa idea del seme - prosegue Guerra - esprimo il desiderio che il progetto continui negli anni. Anzi, mi riprometto di scrivere anche una mia personale lettera d’amore. Quando si scrive a mano, nel gesto stesso di usare gli oggetti, il corpo rimane segnato dall’atto creativo. Le lettere sono frammenti di un discorso amoroso, nel senso alto di amore che soprattutto i bambini ci insegnano». 
Come le parole del piccolo Guido: un assaggio sonoro dell’installazione curata da Daniele Bonaiuti e Chiara Renzi, artisti del mondo del teatro, che hanno accolto e catalogato questo materiale «incandescente», giunto anche dall’estero, che pur nell’epoca sospesa del digitale seguita a crepitare di sentimento.
«Pezzi di vita, di storie - racconta Chiara Renzi - con immenso valore antropologico, che rivelano tanta voglia di tornare a scrivere a mano. Un capitale che ci ha travolti emotivamente». 
«…perché dopo si è srotolato tutto piano, nei mesi, nell’impossibile, nei corpi, nei nomi, nelle canzoni…; niente è più dolce e fragile dell’amore…» (cit.). Intrecciato fra le lettere, un fil rouge lega amori felici e celebrati, non corrisposti, finiti, travagliati, per un’altra persona, per la vita, per se stessi e anche per la scuola. L’esposizione consentirà ai visitatori, oltre alla lettura, l’ascolto delle lettere dalla voce di attori del panorama cittadino. 
Le sfaccettature dell’amore e le esplorate modalità della scrittura dilagano in una dimensione insolita e potente, perché esibita, donata. Offrendosi agli sguardi altrui, lasciando spazio al tempo. Come annota Daniele Bonaiuti: «Scrivere a mano comporta investire tempo: per pensare, meditare, comunicare dal profondo, attraverso scrittura, oppure collage, fumetto». Per «Il più grande epistolario d’amore della città», mostra-installazione (12-14 e 15 settembre dalle  17 alle 21; 13 settembre dalle 12 alle 17) struggente, delicata e profonda, che legge la società nella filigrana delle relazioni, info e prenotazioni su www.insolitofestival.org o chiamando il numero 353 4097421.