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INTERVISTA

«Macchianera»: per i Manìnblù uno sperimentale passo in avanti

di Pierangelo Pettenati -

08 novembre 2020, 11:02

«Macchianera»: per i Manìnblù uno sperimentale passo in avanti

Pubblicare un album è ormai quasi un atto di coraggio, fede e speranza, soprattutto se decidi per la distribuzione fisica del cd solo in alcuni punti selezionati e nei concerti. Temporaneamente sospesi questi ultimi, per ascoltare «Macchianera», il nuovo lavoro di Manìnblù, si trova solo nella Libreria Indipendente di Colorno, nell’edicola Davoli di Torrile e nella libreria Mondadori di Piazza Ghiaia a Parma. Lo sforzo e la fiducia saranno ripagati da un album nel quale la cura per la melodia e il testo tipica della miglior tradizione della canzone d’autore si mescola al meticoloso lavoro sui suoni, perfettamente allineati al contemporaneo.  Manìnblù è un collettivo musicale composto da Alberto Padovani (voce, chitarra, autore dei testi e di quasi tutte le musiche), Enrico Fava al piano, Michele Manfredi al basso e Emilio Vicari alle chitarre. La produzione e il lavoro sulla parte elettronica è stata realizzata in collaborazione con Simone Sighinolfi e Luca Cocconi dello Studio Audiocore di Fontevivo. Il disegno di copertina è opera di Dimitri Corradini.


Ad Alberto Padovani abbiamo chiesto innanzitutto chi sia Macchianera: 
«Macchianera è nello stesso tempo un personaggio losco e oscuro ma tutto sommato simpatico, vuoi perché è un personaggio Disney, vuoi perché più che un cattivo è una macchietta. Forse, inconsapevolmente rappresenta l’autocoscienza dell’essere ormai quasi clandestini, come musicisti, nel nostro muoverci con difficoltà nella realtà attuale, ma con una certa dose di ironia».
C’è un evidente cambiamento di sonorità rispetto al precedente «Le canzoni dell’automobile» del 2015; a cosa è dovuto?
«Volevamo fare un passo avanti e non poteva che essere un confronto con il suono del 2020. Abbiamo ragionato con l’elettronica per realizzare qualcosa che una volta si sarebbe definito sperimentale ma che comunque è insolito rispetto a quello che Maninblu aveva fatto ascoltare fino a oggi. Ad esempio, manca la batteria, perché è tutta preparata, però non soffre di mancanza di anima, anzi, ha fatto emergere aspetti della nostra anima musicale che erano rimasti in sordina».


La cura dei suoni non ha fatto mancare la consueta cura dei testi, che alla fine vanno a comporre un discorso unico:
«Questo perché c’è uno stile che, nella varietà delle canzoni, abbiamo cercato di costruire un film che possa affascinare chi entra nel cinema, come dice Samuele Bersani, e uscire con la sensazione di aver fatto un’esperienza sonora. Credo che la canzone abbia un linguaggio unico, che raggiunge tante persone e per questo è necessario usare un linguaggio comprensibile da tutti senza cadere nell’intellettualismo, che che spesso crea un ostacolo. Il testo, nella canzone, deve essere uno stimolo e non un ostacolo».
Macchianera arriverà anche sulle piattaforme on line?
«Sì, probabilmente all’inizio dell’anno nuovo. Abbiamo scelto di partire con una prima distribuzione emiliana perché  il cd, o il vinile, sia un segnale affettivo. Viene comprato, scartato e acquistato e questo gli dà un valore in più rispetto al semplice ascolto digitale».
Informazioni e aggiornamenti sono sul sito www.maninblu.it.
 

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