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L'intervista - VALENTINA BERSANI

L'intervista: "Così la mia 'Bella ciao' all'arpa è entrata nel film di Salvatores"

di Arianna Ferri -

11 gennaio 2021, 11:32

L'intervista: "Così la mia 'Bella ciao' all'arpa   è entrata  nel film di Salvatores"

In pieno lockdown, ha pensato di filmarsi mentre suonava l’arpa e cantava «Bella ciao» e, in un semplice gesto, è riuscita a farsi notare grazie a due delle sue più grandi passioni: il cinema e la musica. 
È successo a Valentina Bersani, 22 anni, piacentina, che studia arpa nel Conservatorio di Musica «Arrigo Boito» di Parma e frequenta il corso di laurea in Comunicazione e Media Contemporanei per le Industrie Creative presso l’Università di Parma. Il suo video è infatti stato scelto da Salvatores (tra gli oltre 15.000 inviati dagli italiani) per il film «Fuori era primavera. Viaggio nell’Italia del lockdown», andato in onda il 2 gennaio su Rai3, prodotto da Indiana Production e Rai Cinema, ancora disponibile su RaiPlay.


 «In un primo tempo avevo realizzato questo video per un contest lanciato da PiacenzaSera.it per il 25 aprile: – spiega Valentina – pubblicato sul sito della testata, aveva avuto un grandissimo riscontro, con 10.000 visualizzazioni. Poi, seguendo sempre quello che fa Salvatores, che è uno dei miei registi italiani preferiti, ho saputo del suo progetto e ho pensato di inviare il mio filmato a Indiana Production».


Come è nata la passione per la musica e il cinema, e perché hai scelto di studiare a Parma?
«Sin da quando ero piccola, mio padre portava spesso me e i miei fratelli ai concerti di musica classica. In uno di questi ho visto nella hall del teatro un’arpa e me ne sono innamorata completamente. È stato una specie di imprinting. Quindi, quando avevo 11 anni mio padre mi ha iscritta al Conservatorio di Piacenza. Per il biennio di specializzazione, però, ho deciso che volevo cambiare città e provare nuove tecniche musicali ed espressive. Nel frattempo, avendo sempre avuto una grande passione per il cinema, per i musei e tutto quanto riguarda le industrie creative, avevo iniziato a studiare Comunicazione e Media Contemporanei presso l’Università di Parma. Quindi ho deciso di frequentare anche il Conservatorio qui, con la prof.ssa Emanuela Degli Esposti: ho fatto benissimo perché ho imparato tante cose nuove». 


Come hai vissuto il periodo del lockdown?
«L’inizio è stato per me molto traumatico, perché ho affrontato subito due lutti. Anche il fatto di poter fare le lezioni solamente online è stato un po’ frustrante. Poi però, grazie alla mia passione per la musica, ho ricominciato a cantare e suonare. Infatti studio anche canto jazz nella Milestone School of music di Piacenza».


Come hai saputo di essere stata scelta da Salvatores?
 «L’ho saputo a cose fatte, dalla mia insegnante di arpa, che mi ha vista nel film. Sono molto emozionata perché Salvatores mi piace tantissimo e ritrovarmi nel suo film è qualcosa di unico... I miei genitori non volevano crederci e anche i miei fratelli sono felicissimi». 


Progetti e sogni per il futuro?
«In marzo suonerò nella chiesa di Sant’Agata a Rivergaro, in ricordo di mio zio che è scomparso all’inizio del lockdown. Poi, se tutto va bene, mi laureerò in arpa il prossimo luglio. Il mio sogno è insegnare ai bimbi piccoli e mi piacerebbe anche lavorare nell’ambito della tv e del cinema, collegando quella mia passione a quella per la musica. Vorrei poi dedicarmi anche alla scrittura».