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LUTTO

Addio a Enzo Frassi: «Abbiamo perso un grande»

Il dolore dei musicisti di Parma per la tragedia del contrabbassista jazz

di Mara Varoli -

28 luglio 2021, 12:09

Addio a  Enzo Frassi:  «Abbiamo perso un grande»

Suonare era una festa. E dopo un anno di stop, l'entusiasmo era alle stelle, con il suo inseparabile contrabbasso e quell'energia che sapeva muovere la jam. Un'energia che si è spenta all'improvviso, lunedì sera intorno alle 19 sulla strada provinciale 588, nel piacentino.
Enzo Frassi, 54 anni, è morto: la sua Fiat Punto  ha sbandato sulla strada che da Villanova porta a San Giuliano, nei pressi di Castelvetro, dove il jazzista viveva. L'auto è finita nel canale e per Frassi non c'è stato nulla da fare. Una tragedia che addolora il mondo della musica. In particolare a Parma, che per Enzo Frassi era una seconda «casa»: una casa della musica.

 Tante le performance e tanti gli applausi che ha ricevuto nella nostra città: l'ultimo, giovedì scorso alla Colombofila, insieme a Ellade Bandini, Antonio Marangolo e a Flaco Biondini. Un ultimo concerto fra i Musici di Francesco Guccini.

«Enzo era un bravo musicista: insostituibile - confida Flaco Biondini -. Quando avevo bisogno di un bassista chiamavo sempre lui. Non sbagliava una nota e suonava sempre con un entusiasmo incredibile, con la gioia di un bambino. Una persona che aveva un infinito desiderio di imparare». Un musicista eclettico e intelligente: «E colto - aggiunge Flaco Biondini -. Con Enzo Frassi si parlava di tutto: era un'enciclopedia, una persona molto curiosa. Tant'é che molte cose le ho imparate da lui. Di estrazione jazz, amava molto la musica latina e tutto ciò che rappresentava una novità. Suonava più generi, con me anche il tango, e sempre con piacere. Gentile e preciso, soprattutto colorava la serata con i suoi riti. Abbiamo suonato in quartetto, in trio. Anche in studio abbiamo lavorato insieme: Enzo Frassi non si tirava mai indietro». E conclude Flaco Biondini: «Giovedì scorso abbiamo suonato con i Musici ma mancava Vince Tempera, per cui eravamo "Quelli che non". E mi aveva portato persino un regalo: un microfono. Poi venerdì abbiamo suonato a Prato e sabato a Sinalunga. L'ultima volta che l'ho visto è stato nel viaggio di ritorno domenica pomeriggio. Enzo Frassi è un'enorme perdita per la musica: lascia un vuoto in tutt'Italia e all'estero. Insieme avevamo tanti progetti». Una persona che pur essendo un vero professionista era molto umile. Diceva sempre di se stesso: «Sono un musicista di serie B che a volte gioca in A». 

Nato a Cremona, aveva studiato a Parma alla facoltà di Giurisprudenza. Ma poi la nostra città l'ha sempre vissuta con il contrabbasso in spalla. E due anni fa si era pure diplomato al Conservatorio di Piacenza con Paolino Dalla Porta: «Abbiamo iniziato a suonare insieme nel '92 - ricorda il batterista Paolo Mozzoni -. Era un concerto alla Rocca di Sala Baganza, insieme a Flaco: la nostra prima sera. La prima di mille. Per me, Enzo era un fratello». A quel diploma di due anni fa al Conservatorio di Piacenza c'erano anche Emiliano Vernizzi e Paolo Mozzoni: «Sì, mi aveva chiesto se potevo accompagnarlo - continua Mozzoni -. E qualsiasi cosa che chiedeva, io rispondevo. Enzo era una persona sempre positiva, con la battuta pronta. Una persona su cui contare. E sul palco era sorridente. Un jazzista capace di interpretare  dal tango al latino, all'omaggio a Guccini, fino al trio venezuelano. Suonava anche il basso elettrico: amava la dimensione funky».

Mille serate, per l'appunto: dalla Cantina Garibaldi di Reggio con Jimmy Villotti al festival estivo di Piacenza Summertime in jazz. Senza dimenticare le serate con l'Enzo Frassi Quartet, «in cui suonavamo le sue composizioni - sottolinea con forza Paolo Mozzoni -, con Germano Zenga al sax e Gianni Satta alla tromba. Tante anche le pubblicazioni: dischi in trio, in quartetto con i migliori jazzisti e non solo».

Poi Mozzoni si ferma. Un lungo respiro, che suona come una nota che prende spazio nel tempo: «A Ferragosto dovevamo  suonare al Castello di Corniglio. Ma Enzo non ci sarà». L'eco si perde: l'incredulità della notizia di una morte trovata tra gli argini, proprio gli stessi che lui amava. In questo luglio 2021 in cui soprattutto i musicisti come Enzo Frassi avevano ricominciato a vivere, dopo l'interminabile lockdown. Una tragica notizia che è arrivata in una catena di whatsapp. E il messaggio era sempre lo stesso: «Abbiamo perso un grande».