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Franco Nero, Django torna a casa:  «Di Parma ho ricordi incredibili» 

Franco Nero, Django torna a casa:  «Di Parma ho ricordi incredibili» 

di Filiberto Molossi

13 Novembre 2021,13:51

Parma Film Festival: oggi all'Astra il grande attore riceve il Sigillo del Comune

«Già da ragazzino avevo in mente di fare il cinema, il teatro: ero sempre lì a organizzare degli spettacoli, delle piccole recite. I miei amici non mi prendevano sul serio,  mi dicevano: "Mo co' vót fär"... Io però gli rispondevo sempre: "Un giorno vedrete..."». Che quel giorno è arrivato - e che dopo ne sono seguiti  altri a migliaia, gloriosi e magnifici - lo sanno tutti, non solo i suoi amici di infanzia, «quelli con cui andavo in Taro a pescare, con la canna ma anche con la mano sotto al sasso, o in bici da Parma a Salso - ultimo in salita ma primo in discesa - o con cui giocavo a calcio, quando, mentre i genitori e i parenti facevano il tifo, si sfidavano i due palazzoni dei Prati Bocchi». Perché Francesco Sparanero, in arte Franco Nero, partito dal Pablo e arrivato fino a Hollywood, all'alba delle 80 primavere (il 23 di questo mese: auguri), i film che ha fatto non  riesce nemmeno a contarli: «Ma per fortuna c'è qualcuno che lo ha fatto per me. Sa quanti sono? 239».

Django (la D è muta...) oggi torna a casa: nella sua Parma, la città che ama da lontano,  dove, alle 17 verrà proiettato il suo ultimo film - «Havana Kyrie» - e a seguire gli verrà conferito dal sindaco il Sigillo del Comune. Un modo per dire grazie a quel figlio celebre che da qui partì con una valigia piena di sogni e due occhi azzurri capaci di fare innamorare il cinema.

Che ricordi ha della sua adolescenza a Parma?
«Ricordi incredibili, è una città a cui sono sempre legato anche se la mia vita si è svolta altrove. Parte della mia famiglia abita ancora qui: mia sorella, mio nipote, i suoi figli. Da ragazzo, a parte volere fare l'attore, avevo messo su anche un piccolo complesso: canticchiavo nella Bassa  le canzoni di Sinatra e Perry Como ma all'epoca non sapevo l'inglese: allora imparavo a memoria la prima frase della canzone e il resto me lo inventavo. Nessuno se ne è mai accorto: all'epoca la gente non parlava nemmeno l'italiano, ma più che altro in dialetto... Ho un bel ricordo anche del giardino d'inverno del Parco Ducale, dove si andava a ballare. Da un lato c'erano gli uomini, dall'altro  le ragazze, sempre accompagnate dalle madri o da qualche parente. Bisognava chiedere alle ragazze di ballare, ma tante rifiutavano. Allora io facevo così: puntavo una ragazza che mi guardava e quando mi sentivo abbastanza sicuro mi rivolgevo a sua madre chiedendole il permesso di ballare con sua figlia. Le due si guardavano, un cenno d'assenso ed era fatta: appena la pista si riempiva e  la madre non guardava, ci abbracciavamo un po' più stretti».

I western di Corbucci, «Il giorno della civetta» con cui vinse il David o le pellicole  con Vanessa Redgrave? A quale film è più affezionato?
«Vede, io ho avuto la fortuna di lavorare con tutti i più grandi  registi del mondo: da John Huston, che mi scoprì, a Joshua Logan, da Fassbinder a Bunuel, da Petri  a Bondarchuk. Sono l'unico attore italiano che ha fatto film  ovunque, dalla Russia al Brasile: sarà che mia nonna era gitana, ma ho uno spirito un po' zingaro. E mi diverto ancora: solo quest'anno ho girato  due  film in Croazia e uno in Romania. Laurence Olivier, il massimo dei massimi, mi disse di fare tutti i generi di film: ho seguito il suo consiglio. Ma dopo averne girato 239  non mi è proprio possibile dire qual è il mio preferito. Sarebbe come chiedere a una madre con tanti bimbi qual è il figlio che predilige. Però si, c'è un film che ricordo con grande affetto: si chiama ''L'uomo, l'orgoglio e la vendetta'', in pratica è la ''Carmen'' di Mérimée. Ci sono affezionato perché lo girai con gli amici di infanzia:  Lugio Bazzoni, suo fratello Camillo e Vittorio Storaro. Con i Bazzoni da ragazzi facevamo i corti a Salso: mi dissero, "Tu sei bello, stai davanti alla macchina da presa". Quando andai a Hollywood per ''Camelot'' Jack Warner mi fece un contratto per 5 film: lo convinsi a stracciarlo perché volevo tornare a casa per girare il film coi Bazzoni. Mi diede del pazzo...».

Nel suo ultimo film da regista, «L'uomo che disegnò Dio», ha voluto Kevin Spacey, messo al bando perché travolto dalla tempesta #metoo. Perché?
«Non l'ho cercato, me lo hanno proposto: ma non ho avuto dubbi a scritturarlo. E' il più grande attore che c'è nel cinema di oggi: è venuto con umiltà, accettando un ruolo piccolo. Forse ha fatto degli errori nella vita, ma bisogna saper perdonare. Ha sofferto molto e per 4 anni non ha lavorato: non entro nel merito della sua vicenda, ma ha idea delle cose che in passato hanno fatto le star di Hollywood?».

Mi parla della sua amicizia con Quentin Tarantino?
«Stavo girando un film in Spagna con Penelope Cruz e lei mi dice: "Ho incontrato un giovane regista americano che ti vuole assolutamente conoscere, sei il suo idolo". Ci siamo visti anni dopo a Roma in piazza del Popolo: sapeva a memoria le battute dei miei film e pure la musica. Mi sconvolse. Gli proposi un'idea per "Django Unchained", avrei voluto fare il padre del protagonista. Per più di un mese non si fa sentire, poi squilla il telefono: "Il padre no, non funzionerebbe - dice - , ma corri a Los Angeles, devi esserci per forza in questo film". Così ho girato quella scena dei due Django che è diventata famosa. Ora  con Quentin siamo insieme in un documentario su Corbucci che lunedì sarà al D'Azeglio: "Django & Django"».

Mi permetta un'ultima considerazione sulla sua vita privata: quella tra lei e Vanessa Redgrave sembra davvero una love story da film...
«Non so se  si può definire così, ma di sicuro è una bellissima storia che tra alti e bassi va avanti da 54 anni. Ho fatto da padre alle figlie di Vanessa e adesso faccio da nonno ai suoi nipoti. Adesso, rispetto a quando eravamo giovani, siamo più saggi: tra noi c'è grande stima, grande rispetto. E gli stessi ideali: a unirci sono anche la lotta per i poveri,  per i ragazzi disagiati o in difficoltà».

© Riproduzione riservata

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