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Gran Teatro Reinach inaugura la stagione lirica 2021-2022 del Teatro Regio di Parma

Gran Teatro Reinach inaugura la stagione lirica 2021-2022 del Teatro Regio di Parma

30 Novembre 2021,18:42

Il Teatro Reinach rivive al Teatro Regio di Parma e ne inaugura la Stagione Lirica 2021-2022. Gran Teatro Reinach è l’operetta in prima esecuzione assoluta commissionata dal Teatro Regio di Parma in debutto sabato 11 dicembre alle ore 20.00 e domenica 12 dicembre 2021 alle ore 15.30 con la drammaturgia e i testi di Sergio Basile, la regia di Marco Castagnoli, le scene di Franco Venturi, i costumi di Lorena Marin, le luci di Andrea Borelli, le coreografie di Luisa Baldinetti.


La vedova allegra (Franz Lehàr, 1905), Cin ci la (Virgilio Ranzato, 1925), Il paese dei campanelli (Carlo Lombardo, Virgilio Ranzato, 1923), Al Cavallino bianco (Ralph Benatzky, 1929), Scugnizza (Mario Pasquale Costa, 1922), Addio giovinezza! (Giuseppe Pietri, 1911 circa), Il Paese del sorriso (Franz Lehàr, 1923), Ballo al Savoy (Paul Abraham, 1930 circa), L’acqua cheta (Giuseppe Pietri, 1920 circa), Orfeo all’inferno (Jacques Offenbach, 1858) sono alcune delle operette composte nell’arco di quasi un secolo di cui il Reinach fu tempio cittadino: la Compagnia italiana di operette Roses dal 10 al 14 marzo 1944, due mesi prima dei bombardamenti delle forze alleate che il 13 maggio 1944 distrussero definitivamente il Reinach, portava in scena due spettacoli al giorno, nonostante la guerra, l’occupazione nazista, riscuotendo grande successo e infondendo allegria e speranza in un momento così tragico della nostra storia.


Distrutto e non più ricostruito, il Teatro Reinach, a 155 anni dalla sua nascita nel 1867, a seguito della donazione alla città di Parma del banchiere Oscar Reinach, e a quasi 80 anni da quel tragico sabato di primavera, torna a vivere e le musiche di quelle celebri operette a rievocarlo nei nuovi arrangiamenti di Alessandro Palumbo, eseguite dall’Orchestra Rapsody diretta da Gianluca Martineghi.

In scena la leggerezza e la vivacità di quelle melodie, sullo sfondo delle tragedie che imperversavano al di fuori delle mura del teatro, sono incarnate da Alfonso Antoniozzi (Il Suggeritore, per la prima volta al Teatro Regio in veste anche di attore), Giuseppe Verzicco (Mino, per la prima volta al Teatro Regio), Eleonora Buccarini (Caterina, per la prima volta al Teatro Regio), Lucrezia Drei (Adalgisa), Valentino Buzza (Natale), Claudia Urru (Alba, per la prima volta al Teatro Regio), Manuel Amati (Lazzaro), Marco Bussi (Achille, per la prima volta al Teatro Regio), Chiara Tirotta (Mercede, per la prima volta al Teatro Regio), Massimo Fiocchi Malaspina (Maestro Brustolon), Filippo Lanzi (Attila Bottazzi), Thomas Rizzoli (Maggiore Kessler).


“Gran Teatro Reinach non racconta le operette, - scrive il regista Marco Castagnoli - ma da esse trae motivo per raccontare le vicende dei protagonisti. Proprio il Reinach, a cui si ispira lo spettacolo, accoglie l’incontro fra due generazioni, due mondi distinti che attraverso il comune “fuoco sacro” del teatro si fondono, costituendo la linea principale della storia: il mondo del Suggeritore, fulcro centrale della vita del Teatro, e i giovani che in quel luogo trovano rifugio dopo un’azione partigiana. Il loro incontro sarà la miccia che coinvolgerà tutti nella realizzazione di un vero e proprio “spettacolo nello spettacolo” che tenterà di salvare loro la vita. E forse anche quella del Reinach?”.

“La dimensione di teatro nel teatro, che fa da colonna portante dello spettacolo” – prosegue Castagnoli “è doppiamente significativa non solo perché la vicenda si ambienta proprio sul palcoscenico del Teatro Reinach, ma anche perché proietta i protagonisti in un’atmosfera di speranza, gioia e vitalità che si contrappone in modo stridente al contesto della guerra incombente, dell’occupazione nazifascista e della minaccia costante delle bombe. Gran Teatro Reinach evoca un mondo passato, ma mai dimenticato, che tiene insieme ricordi e tratti di realtà storica in un intreccio in cui divengono sovrapposti e indistinguibili, come spesso accade a chi al Teatro ha dedicato la propria vita e che dal Teatro ha ricevuto in cambio le ragioni di vivere”.


Commissionato dal Teatro Regio di Parma con l’intento di portare in scena un’operetta che ricreasse l’atmosfera e lo spirito del teatro distrutto, Gran Teatro Reinach è stato frutto di un lavoro durato diversi mesi, che ha coinvolto, di pari passo, l’intero team creativo: “la vera sfida – aggiunge Marco Castagnoli “è stata trovare il giusto equilibrio tra la vicenda storica e quella immaginaria e sul piano scenico tra le parti in prosa e la drammaturgia musicale, nel contesto in cui la messinscena e la scrittura dello spettacolo hanno viaggiato sullo stesso binario fin dall’inizio del progetto”.


In meno di un secolo di vita il Teatro Reinach, poi ribattezzato “Paganini” nel 1938, costituì un punto di riferimento per una grandissima varietà di spettacoli. “Con la sua scomparsa si apre una ferita, mai forse rimarginata del tutto, nel cuore della città, nel Piazzale della Pace – scrive il drammaturgo e librettista Sergio Basile. Il Teatro Reinach non è stato mai più ricostruito. Questa drammaturgia vuole restituire alla città un pezzo della sua storia: un edificio, un teatro in cui sono passati attori, cantanti, direttori d’orchestra, pubblico […]. Il Reinach è un politeama, sul suo palcoscenico passa ogni genere: opera, concerto, commedia, tragedia, dramma dialettale, illusionisti, maghi, pugili, il cinema, ma soprattutto l’operetta […]. Strana sorte quella del Reinach. Nacque come dono alla città di un banchiere tedesco, per dare una cornice dignitosa agli spettacoli più popolari: una specie di alter ego più domestico del Regio. Anche il Teatro Reinach fu opera di un parmigiano, come il teatro maggiore: Pancrazio Soncini. Poi rifatto da un grande parmigiano: Cleofonte Campanini, negli anni prima della Grande Guerra […]. Un omaggio postumo da parte del grande Teatro Regio verso lo sfortunato “fratello minore”.


PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO


Giuseppe Martini in Prima che si alzi il sipario, ciclo di introduzione alle opere in programma al Teatro Regio: presenta Gran Teatro Reinach venerdì 3 dicembre 2021, ore 17.00, con la partecipazione di Sergio Basile e dei giovani cantanti del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, i soprani Alessia Merepeza, SooYeon Jung, Uladzilava Keizerava e i tenori Kazuki Yoshida, Lorenzo Marchi, accompagnati al pianoforte da Roberta Ropa, coordinati da Donatella Saccardi, che ne interpreteranno i brani più celebri.


BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA


Biglietti da 7,50 a 50 euro.

Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it

ORARI DI APERTURA dal martedì al sabato ore 11.00-13.00 e 17.00-19.00 e un’ora precedente lo spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora precedente lo spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi. Il pagamento presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma può essere effettuato con denaro contante in Euro, con assegno circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasi, Diners, Mastercard, American Express. È inoltre possibile utilizzare i voucher di rimborso ricevuti a fronte degli spettacoli annullati per l’emergenza sanitaria. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili anche su festivalverdi.it. L’acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio.

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