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Festival Verdi, coro e orchestra da Bologna? Scoppia la polemica

Il caso Il sindaco: «Nessuna fusione tra il Teatro Regio e il Comunale di Bologna»

festival verdi

di Giulio Alessandro Bocchi

17 Gennaio 2022,19:18

Un amante dell'opera e della musica in generale non potrebbe che augurarsi un mondo nel quale tutte le recite abbiano la stessa importanza a prescindere dal titolo e dal cartellone della stagione. La Prima, eppure, è sempre la Prima e a maggior ragione se si tratta di un'inaugurazione. È la recita più vicina alle prove e quindi, intuitivamente, quella dove più cose potrebbero non andare per il verso giusto, ma l'attenzione resta focalizzata proprio sulla prima che ha un suo fascino, si potrebbe quasi dire, magico. L'esempio di Sant'Ambrogio ce lo dimostra bene e chissà se alle recite successive del «Macbeth» si sono inceppati dei ponti mobili e hanno dovuto cambiare delle scene oppure no? Tutti, anche alcuni non-appassionati alla lirica, si ricordano il 7 di dicembre.

Ha destato, quindi, qualche preoccupazione la voce (il programma non è ancora stato annunciato ufficialmente) secondo cui saranno il Coro e l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna ad aprire il Festival Verdi 2022. La collaborazione è attiva già da diversi anni e ha visto gli artisti di Bologna avvicinarsi progressivamente al fulcro del Festival, partendo da Busseto, passando dal Teatro Farnese per arrivare al Regio e, quindi, non dovrebbe destare preoccupazione se la Prima non fosse così mediaticamente esposta.

Non concedere l'onore dell'inaugurazione alle istituzioni più vicine al territorio che collaborano con il Festival, l'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma, potrebbe sembrare una ferita nell'orgoglio cittadino. E riaccendere le paure su una eventuale «fusione» con Bologna. Timori che però non hanno nessuna regione di esistere, come garantisce il sindaco Federico Pizzarotti, presidente del cda della Fondazione Teatro Regio. «Il tema della fusione fra il Regio e il Comunale di Bologna non è mai stato affrontato e mai lo sarà. Almeno finché ci saremo noi. Non c'è nessuna volontà di fondere, ma solo di collaborare», afferma Pizzarotti.

Prontamente è arrivata anche la dichiarazione di Anna Maria Meo, Direttore Artistico del Festival Verdi.
«Il Teatro Regio di Parma comunica con solerzia notizie certe e non voci di corridoio, che non hanno pari dignità. La programmazione del Festival Verdi sarà resa nota, come da consuetudine pre-covid, nei primi giorni di febbraio. Ribadisco quanto già dichiarato mesi fa: non c’è, né a livello concreto, né a livello politico, alcuna prospettiva di fusione tra la Fondazione Teatro Regio di Parma e la Fondazione Teatro Comunale di Bologna. La nomina di Roberto Abbado a Direttore Principale (e non musicale) della Filarmonica di Bologna è un fatto assolutamente indipendente e nulla ha a che vedere con le dinamiche che governano i rapporti tra le due istituzioni Teatro Regio di Parma e Teatro Comunale di Bologna».

«Da quando ha assunto il suo attuale profilo - continua la Meo - il Festival Verdi non ha una serata inaugurale, ma, come per molti grandi festival, un fine settimana inaugurale che comprende tutti i debutti seguenti l’uno all’altro, ovvero una vetrina che dura quattro giorni e che come tale è seguita dalla stampa che si accredita non alla singola serata inaugurale ma a tutte le prime del fine settimana inaugurale del Festival Verdi e come la politica dei prezzi adottata dal Teatro conferma. La Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma, partner irrinunciabili del Teatro nella stagione, affiancati dai complessi del Teatro Comunale di Bologna nella programmazione del Festival Verdi, sono e resteranno saldamente e costantemente al fianco del Teatro Regio di Parma, come potranno confermare i responsabili delle istituzioni citate. La presenza nel cartellone del Festival di altri complessi artistici non ne sminuisce il ruolo, né mette in discussione la stretta collaborazione anche per il futuro».

L'ufficio stampa della Toscanini dichiara di non aver ricevuto nessuna notizia, neanche a livello ufficioso e che comunque entrambe le orchestre sono partner del Festival.
Il Maestro del Coro, Martino Faggiani, invece, si limita ad esprimere in generale qualche preoccupazione per il futuro.

© Riproduzione riservata

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