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«Bugie d'autore» per evadere dalla realtà: l'album d'esordio de «Il Peggio è Passato»

Trio I parmigiani Michele Zilioli, Francesca Pesci e Simone Vaccari

«Bugie d'autore» per evadere dalla realtà: l'album d'esordio de «Il Peggio è Passato»

di Pierangelo Pettenati

28 Maggio 2022,10:26

Anticipato dai singoli «Lo so, lo so», «Gente stupida» e «Corse ad ostacoli», nei giorni scorsi è uscito «Bugie d’autore», disco d’esordio de Il Peggio è Passato.

Per il trio parmigiano formato dal cantante Michele Zilioli, dalla tastierista Francesca Pesci e dal chitarrista Simone Vaccari è il completamento di un percorso che prima li ha visti tornare alla musica con un progetto comune, arrivato dopo alcuni anni di pausa seguiti alla fine delle rispettive precedenti esperienze. Nelle 9 canzoni del disco, disponibile su tutte le piattaforme online ma anche su cd, c’è tutta la voglia e l’ispirazione di chi è tornato a fare musica perché tante erano le cose da dire, troppo il desiderio di metterle in musica, irrefrenabile la necessità di farlo insieme.

L’amalgama è la forza principale del disco, come dice Simone Vaccari: «È una somma delle parti. Ognuno di noi conosce la forza dell’accettare il sentire altrui. È stato importante lasciare che le cose fluissero senza forzature. Attendendo che le idee maturassero abbiamo assistito alla crescita dei brani e solo alla fine abbiamo capito che le nostre peculiarità stavano creando un bel quadro d’insieme». Alla domanda cosa siano le «Bugie d’autore» risponde Michele Zilioli: «Sono le canzoni: pillole musicali che ci portano via per qualche istante e ci aiutano ad assentarci con o senza permesso dalla realtà quando essa diventa un po’ troppo… reale». Michele Zilioli è anche l’autore dei testi, in bilico tra ironia e introspezione, leggeri ma sempre ispirati: «Cito il messaggio ricevuto da un’amica in questi giorni: “...trovo sorprendente la leggerezza della pesantezza dei tuoi testi”. In generale, il mood mi viene ispirato dalla musica, mentre i testi sono un mix di ricordi, sentimenti e cut up che mai come questa volta ho cercato di lasciare fluire con naturalezza. Diciamo che sono testi autobiografici scritti nel mio modo caotico e giocoso di descrivere il vissuto».

La musica fa riferimento al pop italiano più nobile, ma non mancano echi di sound internazionali; come spiega ancora Simone Vaccari: «Ci siamo messi semplicemente a suonare nell’intento di fare pop in italiano e con l’idea di scrivere canzoni. Trovare i riferimenti è uno sport per ascoltatori e giornalisti». Francesca Pesci spiega invece il motivo che li ha portati a ritrovarsi insieme a scrivere e suonare: «Suonare e ascoltare è sempre stata una passione arricchente, ma è nella condivisione che la musica si sublima ed è per questo ci siamo cercati. Ora vogliamo vivere “la nostra cosa”. Abbiamo già tanta voglia di comporre nuova musica, che è la parte che troviamo più eccitante».

© Riproduzione riservata

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