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Erio: «Porterò i brani di XFactor e alcuni inediti»

Erio: «Porterò i brani di XFactor e alcuni inediti»

di Francesca Gatti

28 Maggio 2022,14:05

A fare il suo ingresso in uno dei luoghi più suggestivi di Fidenza, il Cortile del Palazzo Ex Orsoline, e ad intrattenere il pubblico stasera sarà Erio. Sul palco, allestito in occasione del L.S.D. Festival - libri, suoni, visioni - una giornata intera dedicata ai libri, ai suoni, alle destinazioni di artisti, scrittori e giornalisti, ad ingresso libero dal mattino a notte fonda - sarà l’ex concorrente di XFactor. Nome d’arte di Fabiano Franovich, l’artista, 35 anni, è di origine istriana, ma è cresciuto in provincia di Livorno.
Capace di creare con la sua voce struggenti atmosfere, Erio è una creatura notturna, rara nel panorama musicale italiano. Tra i finalisti del concorso 1MNext nel 2018, è arrivato a cantare davanti al pubblico del Concerto del Primo Maggio di Roma e a partecipare alla XV edizione di XFactor, dove ha presentato i suoi primi due singoli in italiano, «Amore vero» e «Fegato» (scritta da Giuliano Sangiorgi, voce dei Negramaro).
Ha firmato così un contratto discografico con Sugar e attualmente sta lavorando al suo primo album interamente in italiano.

Che cosa ti spinge sul palco del L.S.D. Festival - libri, suoni, visioni, di Fidenza?

«È stata una proposta che ho accolto con entusiasmo: siamo molto contenti di partecipare. È la mia prima data estiva, una grande prova per me per capire come reagisce il pubblico».

Che cosa porterai del tuo repertorio?

«Le canzoni di XFactor, qualche inedito, alcune cover e qualche anticipazione a cui stiamo lavorando. Saliremo in tre sul palco: sarà uno spettacolo minimale, a cui cercheremo di dare sofisticatezza, mescolando acustica ed elettronica».

Cosa speri di suscitare nel tuo pubblico?

«La mia musica suggerisce emozioni, e quello che intraprendo con la musica è un viaggio dove ricerco purezza e profondità. A livello umano, mi piace trasmettere onestà ed apertura comunicativa, sia quando salgo sul palco, che quando rilascio un’intervista o parlo con la gente. Col pubblico, ci deve essere una volontà di scambio, perché il pubblico è l’unico vero giudice del tuo lavoro. Mi piace capire la percezione dall’esterno e solo con le persone puoi ottenere un confronto, perché ti confermano se quello che hai creato è tangibile».

Che cosa ti ha lasciato l’esperienza di XFactor?

«È stata un’esperienza molto importante perché ti apre ad un livello diverso di lavoro, dove vivi immerso in un’atmosfera particolare. Richiede molto impegno: è stato un periodo completamente assorbente, ma ti segna tanto e ti offre tanto». 

© Riproduzione riservata

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