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COLORNO

"L'utopia è fondamentale per il cambiamento": Festival della Lentezza, gran finale con Alessandro Bergonzoni

"L'utopia è fondamentale per il cambiamento": Festival della Lentezza, gran finale con Alessandro Bergonzoni

di Mariacristina Maggi

20 Giugno 2022,17:42

Se gli domandi chi lo ha ispirato e se ha avuto dei maestri ti risponde che più che maestri ha avuto amanti: Carmelo Bene, Walter Chiari, i fratelli Marx, James Joyce, Dario Fo... E' un fiume in piena Alessandro Bergonzoni: e naufragare nel suo mare è una ricchezza indescrivibile, inafferrabile tanto è potente, inebriante, rigenerante. Ed è stata proprio la sua intensità e velocità di pensiero a chiudere domenica il seguito Festival della Lentezza, quasi un paradosso.

Una grandissima emozione di cui abbiamo bisogno in questi tempi bui: poiché lo spettacolo “Trascendi e sali” in scena nell'affollato Cortile della Reggia di Colorno è stata una vera iniezione di ironia, intelligenza, etica/poetica per usare le sue inarrestabili e lucide assonanze. Grazie Alessandro per averci assalito con la tua comicità e trasportato in un'altra sur-reale dimensione; in un altro “strato di concentrazione assoluta” attraverso la rapidità della tua mente geniale capace con infiniti e divertentissimi nonsense e giochi di parole di scavare dentro l'anima rivolgendosi a quel cuore "che batte sempre senza nessuna arma e senza vincere mai", come hai detto salutandoci nel finale, per poi firmare gli autografi della ristampa del libro che raccoglie dieci anni di interventi nel Venerdì di Repubblica “Aprimi cielo”(Garzanti): un libro da leggere “prima di svegliarsi”. Una serata magnifica piena di stupore e utopia che non ti abbandona a sipario calato; materia incandescente che continua a vibrare in chi ha avuto la fortuna di esserci.

"L'utopia è fondamentale per il cambiamento: se Leonardo da Vinci non avesse avuto sogni con avrebbe concretizzato niente", ci racconta ribadendo la necessità di cambiare il nostro modo di vivere. "Per essere più etici però dobbiamo essere poetici". E in questo creativo viaggio antropologico e filosofico tra una provocazione e l'altra, parole che interrogano e si interrogano, visione dopo visione ciò che emerge è l'animo colto e sensibile di un artista che ha a cuore il tema degli ultimi, crede nel disarmo(sempre in prima linea nelle manifestazioni per la pace), nei giovani che prima di tanti adulti cominciano a prendere cognizione della nostra terra. "Quella che io chiamo intelligenza umana". E infine, come non amarlo: "L'uomo vivendo nella sua dimensione di forza e prepotenza sta commettendo un “geniocidio” e dovrebbe invece tirar fuori la parte femminile che ha che ha dimenticato: la parte più intelligente, spirituale e sensibile".

© Riproduzione riservata

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