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Ape Museo

I grandi dell'Avanguardia nella mostra-omaggio alla Niccoli - Foto

20 settembre 2020, 10:36

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Il racconto di una vita e di un'epoca attraverso l'attività della galleria di via Bruno Longhi. Tra gli artisti: Gaibazzi,  Staccioli, Colla fino a Isgrò,  Schifano,  Marca-relli. C'è anche la celebre Via Crucis di Fontana

KATIA GOLINI

Ingressi scaglionati, per motivi di sicurezza, ma initerrotti per tutto il primo giorno d'apertura.  «Attraverso le Avanguardie. Giuseppe Niccoli / visione e coraggio di una Galleria»: una mostra, un'ottantina di nomi altisonanti, oltre un centinaio di opere d'arte da museo per raccontare un'epoca e una vita, quella di Giuseppe Niccoli, il gallerista dei grandi artisti. 
In principio, a metà anni Sessanta,  la piccola libreria in galleria Bassa dei Magnani. Niccoli, ha origini toscane come sua moglie. E' agente della Rizzoli, ci sa fare, la casa editrice punta su di lui e gli affida l'apertura di uno spazio anche a  Parma. «Quando mamma e papà arrivano in città - spiega Marco Niccoli, curatore della mostra con il fratello Roberto - ne restano conquistati e decidono di fermarsi qui».
Dai libri all'arte, il passo è breve. Nel giro di qualche anno Niccoli inizia ad ospitare le prime mostre. Parte dal figurativo, ma ben presto si appassiona ad opere più ardite, potenti, contemporanee. C'è una gigantografia datata 1974, firmata Amoretti,  all'inizio del percorso espositivo,  che dice più di mille parole: tra libri d'arte d'ogni tipo Niccoli e Lusignoli con altri amici, felici di sfogliare quelle pagine da cui tutto ha avuto inizio.
Aveva un innato talento, Giuseppe Niccoli.  «Con la nascita dello  Csac dell'Università nel 1968, ideato dal professor Arturo Carlo Quintavalle, in città c'è un clima particolarmente fecondo. Mio padre ne resta colpito,  lo  coglie e trasforma i suoi gusti, le sue scelte» spiega ancora Marco Niccoli.
Il boom con il trasferimento negli anni Settanta nello spazio di strada Bruno Longhi. Lì vengono promosse mostre che fanno storia. Tra gli artisti trattati  Giacomo Balla, Vasco Bendini, Alik Cavaliere, Giorgio De Chirico, Otto Dix, Man Ray, Arturo Martini, Henry Moore, Graham Sutherland, Salvatore Scarpitta, Armando Testa.
E' un crescendo costante, inarrestabile. Giovani e meno giovani talenti si sfiorano e incrociano in quelle stanze dai muri immacolati,  perché solo le opere devono spiccare. Oggi l'attività della galleria è portata avanti dai figli di Giuseppe, che hanno mosso i primi passi nel mondo dell'arte fin da piccoli e affiancato sul lavoro il padre per 25 anni prima che, nel 2016, se ne andasse, lasciando un patrimonio di cultura e un ricordo indelebile.
Tra piano terra e primo piano dell'Ape Museo in  via Farini (ex Banca d'Italia, sede di Fondazione MonteParma, che ha organizzato la mostra) si dipana il «tour» tra alcuni  dei pezzi migliori, scelti dai curatori  tra diverse centinaia della collezione privata Niccoli.   Tra le firme,  Afro, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Christo, Pietro Consagra, Piero Dorazio,  Conrad Marca-relli, Fausto Melotti, Tancredi Parmeggiani,  Mimmo Rotella, Angelo Savelli, Mario Schifano. 
Pronti via, solo per fare qualche esempio,  qualche piccolo gioiello: un Atanasio Soldati, un Remo Gaibazzi e persino un Luigi Magnani (il collezionista della Villa dei capolavori di Mamiano in veste d'artista). Non poteva mancare una testimonianza-ricordo (e omaggio) a Ettore Colla,  parmigiano d'origine che ha sfondato sulla scena internazionale,   esponente di spicco dell'Astrattismo italiano. In mostra una delle sue famose  «spirali», celebrata con un'altra gigantografia della Galleria nazionale d'arte moderna di Roma davanti a cui spicca un'opera di Colla. 
A seguire Arturo Martini, uno dei famosi «specchi» di  Pistoletto,  Fausto Melotti, Isgrò. Stupefacente, vista da vicino, la  «Racing car» dell'italo-americano post-futurista Salvatore  Scarpitta,  creata, acquistata da Niccoli e subito esposta  alla Biennale del 1990.  Straordinaria anche  la «Via Crucis» di Fontana, capolavoro in ceramica del 1947 (nel caveau ristrutturato della banca). 
Titoli e autori andrebbero citati tutti, uno per uno visto il calibro, ma l'elenco sarebbe troppo lungo. Meglio  non perdere l'occasione di visitare la mostra.
 

   INFO UTILI   
PERIODO DI APERTURA
La mostra resterà aperta fino al 21 febbraio nella sede di Fondazione MonteParma in via Farini 32/A.  Per informazioni: telefono 0521.2034; email:  info@apeparmamuseo.it.   
La visita alla mostra sarà soggetta alle restrizioni relative alle norme di sicurezza anti-covid.

LA SEDE
Aperto nel giugno 2018, Ape Parma Museo è un luogo capace di promuovere e accogliere le diverse espressioni artistiche e i vari saperi, attraverso iniziative che spaziano da mostre d’arte a concerti, da spettacoli teatrali a convegni, da conferenze a presentazioni di libri. Da qui il nome Ape, acrostico di Arti, Performance, Eventi, che sintetizza e abbraccia in tre lettere la volontà di proporre una programmazione culturale a tutto tondo, in grado di incontrare e stimolare l’interesse dei pubblici più diversi. 

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