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LUTTO

Luis Sepulveda, quella volta che scoprì il teatro Farnese

di Eleonora Guandalini -

17 aprile 2020, 10:28

Luis Sepulveda, quella volta che scoprì il teatro Farnese

Lo conobbi «Lucho» ad un festival dell'Unità a Sarzana dove era stato invitato, quando avevo circa tredici anni. 
 

Conobbi «Lucho»   ad un festival dell'unità a Sarzana dove era stato invitato, quando avevo circa 13 anni. Dopo il suo intervento, seduta a cena accanto a lui, mi raccontò che possedeva una casa in Patagonia con un tetto così spiovente da toccare terra e da permettere ai cavalli di montarvi su. Sapevo che non poteva essere vero o forse sì, ma la storia mi affascinò tantissimo. «Lucho» era un affabulatore nato. Continuai a vederlo negli anni a Milano, Torino, Roma, ma, ciò che più mi é rimasto nel cuore, é il soggiorno che lui e Carmen trascorsero a Parma in occasione degli 80 anni della Guanda. Cercai di fargli vedere un po' la città, ma enorme fu il suo stupore, tra incredulità e ammirazione, di fronte alla bellezza del Teatro Farnese dal quale a fatica riuscimmo a farlo uscire. 
Per strada la gente che lo riconosceva gli si faceva intorno e lui sempre col suo sorriso sornione, non si tirava indietro. Resta però stampata nella mia mente la serata magica a cena, nel ristorante fatto aprire solo per lui e per un ristrettissimo numero di noi, con il tavolo vista Duomo e Battistero illuminati nella notte; coi suoi occhi che non smettevano di guardare quelle meraviglie e la sua testa che si scuoteva quasi a voler dire non ci credo, non può essere così bello.
A tutti mancherà l'autore, a me mancherà lui come persona, il suo amore ritrovato per Carmen di cui tante volte abbiamo parlato, le sue storie un po' vere un po' inventate senza muri tra realtà e fantasia.