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intervista

Guido Conti racconta la grande amicizia tra un pescatore brasiliano e un pinguino

di REMO CURI -

26 settembre 2020, 11:07

Guido Conti racconta la grande amicizia tra un pescatore brasiliano e un pinguino

È uscita da pochi giorni una nuova favola di Guido Conti. Dopo il successo internazionale della saga della cicogna Nilou, i cui tre libri sono stati tradotti in Cina, Spagna, Grecia, Corea del Sud e Austria, ecco una nuova avventura: questa volta  il protagonista non è una cicogna, ma un pinguino. Il libro, edito da Libreria Ticinum editore,  sarà presentato martedì a Lostello, in Cittadella, alle 18,  a cura della libreria Feltrinelli e  Lostello, dall'autore con letture di Elisabetta Balduzzi.  

Dove hai trovato ispirazione per questa nuova storia?
«Un giorno tornerò da te», con il sottotitolo «Un’amicizia lunga 8000 chilometri», è una favola che ho scritto qualche anno fa, mentre usciva la saga di Nilou. È una storia vera che ha fatto il giro del mondo attraverso televisioni, giornali e web…ci sono pure dei video su youtube. È un fatto talmente incredibile che mi ha colpito subito.

Di cosa parla?
Racconta di un pescatore brasiliano, Josè, che salva un pinguino sporco di petrolio e questo pinguino, chiamato Dindin, lo ripagherà in una maniera straordinaria. Invito il lettore a scoprirlo perché quando ho letto la notizia non ci credevo neanche io. Sarà una sorpresa per tutti.

Allora la realtà è più incredibile di ogni fantasia?
Penso proprio di sì. La cronaca di tutti i giorni è ricca di storie, ci sono mille spunti da cogliere per narrare storie. Ma ce ne sono alcune che meritano di essere raccontate perché nascondono tra le pieghe dei significati che lo scrittore può mettere in luce. E io ho fatto questo.

Narratore, saggista, ma anche  una vocazione per la scrittura delle favole…
È una tradizione del nostro territorio. Malerba, Guareschi, Zavattini, Fellini, Guerra…sono tutti scrittori di favole e disegnatori. La favola non è solo per i bambini, è un modo per comprendere e capire il mondo, per esplorarlo sotto luci diverse, come può essere il giallo, il romanzo epico, la novella…e spesso la favola è un modo proprio della poesia.

Qualcuno ha definito questo libro una favola ecologica
Esatto, oggi si parla tanto di natura. Dobbiamo pensare che noi siamo immersi nella natura, ne siamo parte, non siamo “di fronte” ad essa, come qualcosa di distaccato, che possiamo usare, dominare e sfruttare fino alla distruzione totale. C’è bisogno di un cambiamento di prospettiva, di una rivoluzione filosofica. In questo senso è una favola ecologica, insegna il rispetto che nasce dalla conoscenza e dall’amore: la riconoscenza di un pinguino salvato da un pescatore racconta ancora una volta le meraviglie della natura. Dimostra che gli animali hanno una intelligenza e una sensibilità non inferiore a quella umana. E Dindin lo saprà dimostrare in una maniera unica e sorprendente.

Sei anche illustratore delle tue favole
Scrivere e disegnare sono due atti complementari. Dopo Nilou ho cambiato anche la tecnica. Il disegno è parte integrante del racconto, aggiunge qualcosa in più alla storia. Questa è una grande lezione viene da «La favola di Natale» di Guareschi dove scrittura e immagine si compendiano perfettamente con grande poesia. È la lezione de «Il piccolo principe» di Saint-Exupéry, dove scrittura e disegno sono sullo stesso piano e s’illuminano a vicenda.

Un consiglio?
«Un giorno tornerò da te» dovrebbero leggerla i bambini insieme a nonni e genitori, perché leggere insieme non solo è educativo ma è un vero dono d’amore.

Un giorno tornerò da te
di Guido Conti
Libreria Ticinum, pag. 138, € 15,00