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La balla di tabacco

25 agosto 2019, 14:26

La balla  di tabacco

di LINA PANCALDI SCHIANCHI  
Paride e Ermes erano seduti sugli sgabelli di ferro davanti al casello ferroviario e tutt'e due stavano confezionando una sigaretta, con la cartina e il tabacco.
 Poche briciole, perché bisognava risparmiare: gustare il profumo e poi vedere quelle nuvolette di fumo che si perdevano nell'aria, che gioia! I due fratelli parlottavano tra loro. Il tabacco ormai scarseggiava, ma sapevano che Franz, il loro amico tedesco, stava per provvedere anche per loro. Franz pilotava il treno che andava dalla pianura al confine per portare le derrate alimentari ai soldati tedeschi e, ogni tanto, qualche pacco scivolava giù dal convoglio e arrivava anche a Paride, lì in quel casello che la guerra aveva privato di tante cose.  Ora Franz aveva garantito che, da lì a qualche giorno, sarebbe transitato con il treno su cui c'erano delle balle di tabacco e gliene aveva promesso una. Quella notte era molto fredda e la luna piena splendeva nel cielo limpido. Il treno delle derrate stava per arrivare in stazione. Paride e Ermes erano in attesa, accucciati in un posto sicuri. Trepidavano. L'accordo con Franz era semplice: un segnale, un fischio della locomotiva, prima dell'ultima curva.  L'ora X era scattata. I due fratelli e alcuni amici partigiani erano pronti. Ecco, soltanto la luna non era loro amica: illuminava le rotaie che parevano d'argento. Non era di certo un segno favorevole, ma ormai tutto era stato deciso. Dalla curva arrivò il segnale e l'enorme balla iniziò a scendere e a rotolare lungo il percorso stabilito. 
Paride, Ermes e gli amici, con un carretto, cominciarono a caricarla per depositarla nella cantina del casello ferroviario. L'imballaggio, però, non era stato fatto a regola d'arte e così il tabacco usciva e lasciava una scia sopra la massicciata.  Andarono tutti nel panico.  «Ci scopriranno» dicevano con apprensione.  Con fatica arrivarono al nascondiglio, finalmente avevano riempito la cantina.  E adesso che cosa avrebbero fatto per camuffare il tabacco uscito dagli strappi del sacco provocati dal volo giù dal treno? 
 Non si scoraggiarono. Presero alcuni secchi pieni d'acqua e lavarono tutto il tragitto incriminato.  E non dimenticarono di raccogliere qualche manciata di tabacco per la prima tirata di sigaretta, così per provare il nuovo prodotto. Il mattino seguente sembrava fosse tutto a posto. Nel pomeriggio Paride vide arrivare al casello un tipo conosciuto come un militante delle camice nere. Il dialogo cominciò in modo surreale: uno sapeva e l'altro negava persino l'evidenza. «Non si preoccupi, Paride: tutto è sistemato. Una parte della balla a noi, una parte ai compagni partigiani» fece l'uomo con tono bonario. Tutto si sistemò con una stretta di mano e Paride, scuotendo la testa, si disse: «Tedeschi, partigiani e camice nere, quando torna il conto l'accordo si trova!».