Sei in Racconto di domenica

IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Storie dipinte nell'osteria sul Po

di GUSTAVO MARCHESI -

13 ottobre 2019, 12:28

Storie dipinte nell'osteria sul Po

Tra le osterie di Po, va ricordato il casotto di Wilma, una baracca di faesite purtroppo distrutta da un incendio. I colpevoli non furono mai scoperti, ma sicuramente erano stati degli sciocchi baluba, che invidiavano le storie dipinte da Arnaldo B., storie pungenti e vivaci. Invidiosi anche della sua perizia di “ranaro”, del come agguantava, con le grosse mani pescherecce, mazzi di bestiole che, una volta disossate, lessava a puntino realizzando dei paté da gran ristorante.

Intanto colorava sulle pareti i ritratti di clienti e conoscenti occasionali con la sua tecnica personalissima, tempera e natur, figure sghembe e caricaturali.

Appena dentro, sopra la scritta “Musica nelle scuole”, si vedeva il prof. Pallini, insegnante di musica all’avviamento locale, dietro la cattedra in una posa incerta, né diritto né seduto, sulle spine. Nella notte aveva suonato il piano al Cral ferroviario di Bologna, durante una generale bevuta. Salito al volo sull’ultimo treno, una volta a scuola non riuscì a trattenere lo sconcerto procurato dalla bisboccia e a casa si cambiò come poteva, sollevando il commento della madre indispettita: “Alla tua età sei ancora da sculaccioni!”.

Vicino a Pallini, il fumetto di Sérción, pescatore di frodo e sospettato delle sparizioni di pollame. Arnaldo aveva descritto uno dei suoi traslochi. I carabinieri lo fermano e gli chiedono cosa tiene nella carriola, in apparenza soltanto tacche di legno. Alla sua risposta: “Tachelini, signori”, il sergente rovista tra i legnetti e scopre alcuni giovani tacchini inanimati, che rinfaccia al portatore. Lui finge la maggiore sorpresa: “Ho detto tachelini, signor sergente… e più tachelini di questi!…”

Sérción anche in altre circostanze aveva esibito la stessa disinvoltura, ma ultimamente senza troppa fortuna. Il suo corpo giace esanime in fondo a una lanca, probabile conclusione di una lite per questioni di caccia e pesca…

Tra le altre, Arnaldo disegnò dalla Wilma anche la faccia di Lorenzo Bottoli, ambulante, notissimo affabulatore, massacrato da una squadra di teppisti. Il poveretto raccontava spesso l’aneddoto di Cisàra e Tunàna. I due, reduci da uno spensierato convegno notturno, pedalano lungo la Coronella, un arginino alto e stretto. Cisàra sta davanti e fuma, Tunàna segue a qualche distanza, con un occhio fisso al toscano di Cisàra, l’unico lume del percorso, al buio, senza fanali. Quando Cisàra si libera del mozzicone, che schizza acceso giù di strada, Tunàna gli va dietro e scivola con la bici lungo la scarpata, dritto in una fangaia. I due cominciano a dirsene, ma la notte estiva, forse altrettanto stordita, li zittisce nel sonno…Tutto perduto, anche le donne carine della “casa del glicine”, dove stavano le “segnorine” consolatrici dei militari di passaggio. La Wilma non avrebbe voluto quell’album di scostumate, ma si rassegnò alla volontà dei signori uomini, che si rallegrarono con Arnaldo per come aveva imbellettato certe boccucce e alzate certe gonnelline… aggiunte di colore al turismo di zona…