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IL RACCONTO

Fotostudio Cagnolati: al tiro delle bocce

di Gustavo Marchesi -

19 gennaio 2020, 10:53

Fotostudio Cagnolati: al tiro delle bocce

Guastalla, anno 192… Fernando Marchesi al centro della sua ‘compagnia’: da sinistra, Giuseppe Pisa, artigiano; Giovanni Adornini, Giuanòn, tuttofare; Guerrino Galaverna, Ninòla, falegname nonché attrezzista al Teatro, dove è tanto considerato dopo una memoranda Bohème… Nel terzo quadro la regia esigeva che nevicasse durante il duetto Rodolfo-Mimì. Ninòla  dalla soffitta doveva provvedere alla fioccata con rimasugli di carta forniti dalla tipografia Torelli. Il saccone, chiuso per il trasporto, non si apriva. Il regista di sotto brontolava “Dai Ninòla, nev, neeeev!!”… Alla fine Ninòla seccato tagliò con la bipenne dei pompieri la tela del contenitore e di colpo l’intero carico di neve per poco non soffocò i cantanti. Per poco non ingozzò anche l’orchestra…

Si capisce, sono ragazzi allegri, che amano dare spettacolo. In gennaio la compagnia batte le contrade timonando la carrozzina di Fernando, ideata da Ninòla, carica di fiori scarlatti (finti, non certo natur) da elargire nei locali. I primi messaggi spettano all’osteria della Murìna in strada Bellaria, dove i ragazzi si sono guadagnati un nome nel tiro alle bocce, oltre che la tolleranza del nuovo governo Mussolini per le loro velate simpatie politiche contrarie al regime. Fernando, adagiato come un antico romano sul triclinio, sgancia  bocciate da maestro malgrado l’handicap. Entusiasti i suoi ne celebrano i trionfi, esaltati dall’euforia spintonano la carrozzina, fuori dal locale sbalzandola in strada Bellaria. Fernando cade dal suo tronetto, ma niente paura, il danno che riceve è quantomeno sopportabile. Sicuro del manufatto, il suo costruttore Galaverna sa che la carrozzina è in grado di scodellare cautamente. Unico pericolo, perdere per strada Fernando se scivola dal sedile quando lo riportano a casa alticci specie d’inverno. Però anche lì, pensate: la notte che lo ritrovarono disteso a terra addormentato, volle che lo lasciassero stare. Gente pacifica i Guastallesi.