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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

All'osteria della semplicità

di Lina Pancaldi Schianchi -

16 febbraio 2020, 12:15

All'osteria  della semplicità

La Melania e Comincio abitavano in un paesino sulle prime colline. Erano marito e moglie, già anziani. 
Anzi, diciamo la verità: sembrava fossero sempre stati vecchi. Conducevano una piccola trattoria in un antico caseggiato: per accedervi si salivano una decina di gradini sconnessi. Tutti in paese la conoscevano: era l'Osteria di Comincio e della Melania.
Saliti quei gradini malridotti, si presentavano quattro vecchi tavoli da cucina sui quali gli anziani andavano a gustare un buon bicchiere di vino rosso. 
L'inverno i paesani lo trascorrevano in quel modo: all'osteria una partita a carte, a briscola o a scopa, poi ogni tanto Comincio tagliava un salame per rallegrare il convivio. La Melania, invece, metteva sul camino la padella con le castagne che avevano raccolto nel bosco.

Nella tarda primavera il paese si animava. 
Le prime gite dei villeggianti portavano un po' di vita, si aprivano le vecchie case dei nonni che i nipoti avevano ereditato. 
Anche dalla Melania e da Comincio si facevano preparativi per la nuova stagione. 
I cacciatori, nell'autunno, avevano lasciato all'osteria le loro povere prede: toccava alla Melania preparare quei manicaretti che soltanto lei era in grado di cucinare. 
I profumi che si diffondevano per il borgo erano accattivanti per i visitatori che, arrivati dalla città, di certo non erano abituati a quelle delizie.

Quegli odori di fagiani e di pernici erano davvero invitanti, e così la sera l'osteria si affollava di clienti. Prima un bicchiere di vino, e poi naturalmente nessuno rinunciava a quelle leccornie.

La Melania si dava da fare, ma non riusciva mai a soddisfare completamente le richieste dei clienti. 
Allora Pepo, il figlio, correva alla bottega per comprare ciò che mancava: non avevano l'abitudine di rifornirsi per tempo di ciò che serviva. 
«Corri, corri - diceva la Melania a Pepo - Prendi un filone di pane. No, anche due! E un pezzo di formaggio… E, mi raccomando, la torta! Quella non deve mai mancare… E se ne rimane, pazienza».
Quell'anno Laura e il piccolo Paolo capitarono in quel paesino per fare qualche giorno di vacanza. 
L'osteria fu il primo appoggio per il pranzo. 
Li accolse la Melania che si prodigò subito per metterli a loro agio. 
Fece tanti complimenti al bambino e gli chiese che cosa preferiva da mangiare. Immediatamente Paolino rispose: «Mi piacciono i tortellini». Proprio ciò che all'osteria non mancava mai e la Melania ne andava fiera: era conosciuta in tutta la zona per quel piatto che lei sapeva cucinare con maestria.

Si trovarono bene, e quell'estate andarono spesso da Comincio e dalla Melania. Paolino e Pepo, oltre che grandi amici, erano diventati i fornitori ufficiali dell'osteria: correvano allegri dal fornaio e dal salumiere per accontentare gli ospiti che arrivavano a riempire i tavoli dell'osteria. 
Così quel luogo di cose semplici diventava, all’improvviso, il tempio della felicità.