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Il racconto della domenica

I merli, le cinciallegre e la gabbia di Ezra Pound

23 febbraio 2020, 10:12

I merli, le cinciallegre e la gabbia  di Ezra Pound

di Tito Pioli

Sono la tenutaria di una casa chiusa a New York  mi chiamo Simon da noi abbiamo un ambiente ricercato con musica classica mobili deco e grandi gabbie di ferro tipo quelle dei prigionieri dove le donne più belle si presentano ai clienti cantando facendo versi da merlo o cinciallegra recitando poesie poi gli uomini entrano nelle gabbie  con le mie ragazze.
Avevo comprato quella gabbie da un rigattiere ora da uno spioncino vedevo le mie ragazze dentro le gabbie le avevo scelte apposta dove un giorno c’era sofferenza ora gli esseri umani facevano l’amore credo che in un certo senso i miei clienti provassero  ancor più piacere sapendo che quelle un tempo erano gabbie molti non  volevano più uscire volevano diventare prigionieri dei corpi femminili per sempre.
Dovevamo trascinare a forza con energumeni quei corpi esausti che volevano restare nelle gabbie dell’amore. Per sempre.
Poi un giorno su un giornale ho visto che una gabbia come quelle che avevo nella mia casa chiusa era quella dove avevano imprigionato durante la guerra il poeta Ezra Pound dove lui aveva sofferto le pene dell’inferno ora si faceva l’amore ero rimasta esterrefatta io Simon che amavo le sue poesie fin da bambina anche se poi non condividevo nulla delle sue idee politiche adoravo le sue idee poetiche.
Ora imprigionavo le mie ragazze dentro le gabbie di Pound mi guardavo allo specchio e non riuscivo più a guardare dallo spioncino dovevo entrare in una di quelle gabbie in fondo anche io avevo creato una prigione dell’amore. 
Ma sempre una prigione.
I soldi sono una gabbia il nostro ego è una gabbia non si possono mettere gli esseri umani in una gabbia.
Volevo vedere il mondo da una gabbia come lo aveva visto lui il Poeta per mesi con una luce puntata su di me giorno e notte e non facevano che fotografarmi nuda vestita a declamare i versi del poeta.
Ero diventata come una bestia da zoo. Bestia da poesia.
Io mi accucciai come una bestia o come una prigioniera con decine di libri di Pound dentro quella gabbia e cominciai ogni giorno a declamare quelle poesie mentre intorno a me la vita continuava e le gabbie e i corpi nudi e le urla di piacere e io Simon  ero la padrona ma stavo in gabbia e mi passavano i soldi delle prestazioni e il formaggio e le mele e la gente accorreva ad ascoltare le poesie di Pound da dentro la gabbia e intorno a me la gente ballava e cantava e faceva l’amore e stava muta in silenzio e si picchiava io non mangiavo più mangiavo carta fiori mangiavo poesia ma non bastava portarono via il mio corpo e la gabbia fu venduta ad un allevatore di uccelli e ora dentro la gabbia dove un tempo Pound era prigioniero cantano gli uccelli in modo assordante. 
E i merli e le cinciallegre cantano Pound.