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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

La scappatella sul Grande Fiume

29 marzo 2020, 10:04

La scappatella  sul Grande Fiume
Fiume Po (Foto d'archivio di Paolo Panni)

Franca, Renata, Mirella... Tutte inforcarono le biciclette e pedalarono lungo il viale alberato di pioppi, in fila come se fossero soldati.
 Andavano, le nostre ragazze, a rivedere il loro Po, rimasto in letargo per tutto l’inverno. 
Sapevano che sarebbe stata una bella giornata inondata di sole. Cantavano e ridevano. 
I ragazzi le aspettavano alla Canottieri Eridano, il loro punto di ritrovo. Ecco l’ultima curva, poi le urla degli amici che le salutavano. Loro fermavano all'improvviso le biciclette e le buttavano a terra. Franco, Udo, Gianni... Erano i loro «filarini» che avrebbero cercato di farle divertire. 

Sopra c’era lo chalet, il luogo dei loro incontri più segreti.
 Lì ballavano anche se non c'era la musica: bastava abbracciarsi e muoversi a passi lenti.
 Soltanto le loro voci canterine rompevano il silenzio che vi era intorno. La meta della gita di quel giorno era stata decisa: sarebbero andati tutti insieme a prendere i sandolini per fare una cavalcata sulle acque del fiume che correvano lisce e trasmettevano un senso di pace e di serenità. 
Ecco le tre barchette, le posarono in acqua e vi salirono. 
I ragazzi remavano seguendo tutti lo stesso ritmo: ogni cosa, in quegli istanti, sembrava scorrere con lentezza.  Franco e Mirella facevano da guida: erano gli innamorati fissi del gruppo.  Arrivarono all’isolotto che si sporgeva dalle acque. 
Si fermarono e scesero. Avevano preso al «Gatto nero», il bar che si affacciava sul Po, alcuni panini e le solite gazzose.
 Ci stava, dopo aver tanto remato, un piccolo pic-nic. 

Sulle rive dell’isolotto c’erano già diversi pescatori che tenevano strette le loro canne e osservavano i galleggianti in acqua. 
Molte carpe e anguille erano nei cestini, prigioniere. 

I ragazzi pensavano di essere in solitudine e di godersi la compagnia delle ragazze. 
Qualche bacetto rubato e tanti giochi con il pallone che avevano portato. 
Il sole alto e caldo nel cielo riscaldava la giornata. 
A piedi nudi andavano a sguazzare nell’acqua e poi si rotolavano nella sabbia. 

Era primavera avanzata e loro, di quel giorno, stavano godendo ogni attimo. 
Ormai il sole stava calando su quelle quiete acque, e anche il tramonto trasmetteva serenità.
 Era venuta venuta l’ora di mettere i remi in acqua e di tornare a riva. Rientrarono alla Canottieri, tutti allegri, e la sorpresa all'arrivo li colse impreparati. 
I genitori delle ragazze, che non erano stati avvertiti di quella gita, erano lì ad aspettarle, e non certo di buon umore. 
Si era trattata di una scappatella che avrebbe lasciato il segno per un bel po’ di tempo, e probabilmente ci sarebbe stata anche una severa punizione. 
Ma in quel momento poco importava, la giornata era stata proprio da ricordare. E' primavera! Svegliatevi, bambine... E loro lo avevano fatto.