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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

Gina, Bruna e i ragazzi nel campo di grano

di Lina Pancaldi Schianchi -

26 aprile 2020, 11:22

Gina, Bruna e  i ragazzi nel campo di grano

G ina e Bruna erano due sorelle di mezza età con un codazzo di figlioli. Sette per ognuna. Gina aveva sei maschi e l’ultima era una bimba. Bruna aveva quattro maschi e tre femmine. Gina era sposata con un mezzadro, abitava in aperta campagna. Lavoravano la terra, con tutti quei maschi in casa non mancava niente nei terreni. Frumento, granoturco, filari di uva nera e bianca. Bruna, invece, abitava in paese e lavorava come domestica nelle case dei signori. 

Si avvicinava la stagione estiva e Gina aveva bisogno di mano d'opera. E anche un aiuto per lei era necessario nei lavori di casa. Aveva fatto un pensiero: «E se chiedessi a Bruna di mandarmi una delle sue ragazze?». Il consenso fu totale. Erano d’accordo sia la mamma sia Viliana, una delle figlie. Per Viliana era un diversivo, e poi avrebbe avuto modo di conoscere da vicino i suoi cugini.  L’estate era già alle porte e la ragazza preparò il bagaglio per la nuova sistemazione. Quasi una vacanza. Arrivò in campagna sul carretto con il quale lo zio era andata a prenderla. La fattoria era un podere con la casa al centro e davanti una grande aia dove scorrazzavano galline, oche e pulcini a fare da codazzo alla chioccia. Per Viliana era tutta una sorpresa. Lei abitava con i suoi fratelli in due stanze nel centro del paese. Lì era tutto libero, e libera si sentiva anche lei. Aiutava zia Gina in cucina per mettere a tavola tutti quei ragazzi. Scherzavano, giocavano, in poco tempo si erano affiatati.

C’era un cugino che a Viliana piaceva molto. Si trovava bene quando stava con lui. Nel pomeriggio andavano nei campi, si perdevano lungo i filari e in mezzo alle spighe di grano. Ridevano, scherzavano, si rialzavano, si prendevano per mano. Fu così che la simpatia si tramutò in poco tempo in un sentimento profondo. 

Erano coscienti che quella passione non era normale, erano cugini, ma l’amore li travolse. Viliana rimase incinta e per le due famiglie fu un trauma. Gina e Bruno si rivolsero a un sacerdote per avere consigli. I due ragazzi non si rendevano conto di ciò che era capitato, semplicemente ne gioivano.

Erano gli anni Cinquanta, la guerra finita da poco e tutto ricominciava a fatica. Come avrebbero fatto? Il sacerdote propose di rivolgersi a un alto prelato per poter avere la dispensa: i due ragazzi erano consanguinei.

Il percorso non fu facile, ma li sosteneva la gioia di poter presto coronare il loro sogno. I loro genitori erano preoccupati: non soltanto per le pratiche burocratiche, ma anche perché erano molto giovani. Bruna e Gina, sedute nella grande cucina, si chiedevano che cosa sarebbe stato di quei ragazzi e vollero sperare che tutto si sarebbe sistemato nel migliore dei modi. La spensieratezza che li aveva accompagnati aveva lasciato il posto a un amore che adesso doveva diventare maturo. E quegli allegri giochi nei campi di grano sarebbero stati un meraviglioso ricordo da raccontare nel tempo.