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IL RACCONTO DELLA DOMENICA

La gita a Cannes, il teatrino di Guignol

di Lina Pancaldi Schianchi -

19 luglio 2020, 14:30

La gita a Cannes,  il  teatrino di Guignol

U n fischio del treno e un rumore assordante avevano svegliato Gabriella da un sonno profondo. 
Si sedette sul letto. Vicino a lei, Ugo dormiva tranquillo. 
«Dove sono?», si chiese guardandosi intorno. Ecco, ora ricordava. 
Erano in vacanza, in un alberghetto sul mare in Liguria, e quel fischio era il treno che dietro al caseggiato entrava in una galleria. Pensò che non avevano scelto un posto silenzioso per il loro riposo. Ugo era andato in pensione nella primavera precedente e quel viaggio se lo erano regalato.
 C’era soltanto quel rumore che disturbava un po’ la quiete del posto. 
Per il resto mare bello, bellissimo, azzurro, e gli albergatori erano persone davvero alla mano. 

Dopo alcuni giorni di riposo Gabriella e Ugo vollero visitare i posti più belli dei dintorni e gli albergatori li guidarono. 
Anzi: era loro usanza portare gli ospiti in gita con il pullman oltre il confine francese. Partirono in comitiva il 14 luglio, tutti entusiasti. 
La meta era Montecarlo e poi sarebbero arrivati fino a Cannes. 

Era stata una giornata fantastica. Ugo e Gabriella andarono anche al casinò e lì la fortuna li baciò. 
Gabriella aveva un numero che ricorreva spesso nella sua vita: lo giocò e vinse una piccola somma. 
Ma il 14 luglio era l’anniversario della festa nazionale francese, e a Cannes trovarono tutti i negozi chiusi. 
Gabriella sperava di visitare il mercato delle pulci di cui era appassionata. Ugo la consolò promettendo che sarebbero tornati nei giorni successivi. E così fu. 

Quella piazza la ricordò per tanto tempo. Amante delle bellezze del passato, non sapeva che cosa scegliere per un eventuale acquisto. A un tratto, tra tutte quelle cianfrusaglie, fu rapita da un teatrino con i suoi burattini. 
Ritornò con il pensiero a quando, da bambina, all'asilo, le suore rappresentavano la recita. Detto e fatto, lo comprò anche se il prezzo era piuttosto elevato.

Ugo era molto preoccupato per il trasporto sul treno. 
La commerciante spiegò che quello era il teatrino di Guignol, il burattino nazionale francese, e aggiunse che avrebbe spedito loro il libretto delle storie. 
Il viaggio di ritorno fu molto travagliato. Il treno era stipato di passeggeri, non si trovava posto da sedere. Gabriella badava soltanto a non rovinare il suo acquisto. 
A un tratto sentì un forte dolore al piede: una lattina di Coca Cola era caduta dalle mani di una ragazza e l’aveva ferita, anche se in modo leggero. 
Non sentiva male, però: Gabrielle era felice, aveva il suo gioco. 

Le vacanze in quell’angolo di paradiso finirono bene. 
Soltanto il fischio del treno che entrava in galleria veniva ricordato come un piccolo fastidio. 
Passarono alcuni mesi da quell’estate e un giorno, all’improvviso, il postino consegnò a Gabriella una lettera proveniente dalla Francia. 
Era il libretto delle storie di Guignol che la signora aveva promesso di inviare. 
Fu davvero una bella vacanza: il sole, il mare, un meraviglioso teatrino, e soltanto... un piede ferito.