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Il Bugiardino dei libri - "Il vecchio lottatore e altri racconti postemingueiani"

16 ottobre 2020, 12:53

Il Bugiardino dei libri  - "Il vecchio lottatore e altri racconti postemingueiani"

TITOLO: "Il vecchio lottatore e altri racconti postemingueiani"
AUTORE: Antonio Franchini
EDITORE: NNEditore
ANNO: 2020


Composizione ed eccipienti:

Il libro si compone di nove racconti dove il tema della lotta si intreccia a quello della poetica di Ernest Hemingway che talvolta riaffiora tra le pagine. «Agone e agonia hanno la stessa etimologia» ha dichiarato l'autore, sottolineando il valore culturale di un'attività – quella del combattimento – che ha lasciato il segno in ogni civiltà. E se nelle competizioni fisiche l'uomo può dimostrare quali siano le sue effettive forze e la sua vera essenza, questo obbligo di svelamento è mirabilmente sfruttato nei racconti che trattano di duelli in maniera palese, come "A un aficionado", dedicato alla pratica, consacrata in terra spagnola, della tauromachia. Franchini tratta la materia in una maniera estremamente interessante, bypassando le questioni morali e concentrandosi sugli aspetti antropologici, umani e psicologici, a partire dall'intensa immagine scelta per l'interno di copertina, quella con il torero Ignacio Sánchez Mejías chino sulla salma del cognato Joselito, morto nell'arena. Anche Ignacio sarebbe deceduto nello stesso modo, quattordici anni dopo, ma non poteva ancora saperlo nel momento di uno scatto che diviene testimonianza preziosissima, non eguagliata da nessuna rappresentazione artistica, per quanto sublime essa sia. La morte, come la vita, è impressa in questo libro sia come incognita sulla quale non avrebbe senso indagare, sia come passaggio naturale che ci può consentire al massimo un silenzioso sgomento per il suo inviolabile segreto. E in questo la concordanza con lo scrittore statunitense affiora perfino nei momenti di distanza, attraverso il processo di empatia.

L'altro racconto di "match diretto" è quello eponimo del titolo che chiude la raccolta, quando il vecchio lottatore Aurelio Silva deve vedersela con il suo ultimo scontro. Ma la sfida è ovunque e lottatore è anche Francesco Esente mentre, in un'altra narrazione, sfida in canoa il fiume ricordando The Wolf – e chi conosceva Sergione si sentirà stringere il cuore ricordando le abitudini, le mani screpolate, certe ossessioni apocalittiche non solo narrative, ma che tornavano ridondanti nelle fantasie e nei discorsi di quel gigante buono.

Ogni volta le storie si dilatano attraverso flashback e/o personaggi, diventando un punto di partenza per un nuovo traguardo. Cosa si cerca: l'istante perfetto o la recherche stessa è la meta? Forse si tenta di attuare la cosa più difficile, di raccontare semplicemente istantanee anche multiple della vita, laddove la stessa diventa limes, confine, mentre la Natura procede con la sua irruenza ciclica, la sua potenza, la sua inclemenza, il suo nonsense, la sua ferocia, ma anche la sua Bellezza. Una venustà pronta a dispiegarsi nel greto di un fiume, nel simulacro in pietra di una fanciulla "seminuda fatta di un granito accarezzato", in sagome argentee di barracuda come comparsa veloce nel racconto d'ambientazione cubana.

Tra i flutti e le righe nuotano diverse varietà di pesce e l'acqua è un altro filo conduttore silente ma eloquente, ipostasi del πάντα ῥεῖ di eracliana memoria, certo non si tratta di fluidi materni e protettivi, anzi: di rado sono mari abbacinanti, piuttosto corsi fluviali insidiosi da sfidare con la consapevolezza che è una lotta impari e, se va bene, se ne uscirà vivi. Attorno c'è il paesaggio che in alcune pagine fa calmare il respiro, in altre sgrana l'amarezza, come nel tributo dedicato a Caporetto.

Ma morire può essere anche un modo per essere ricordati, venire sconfitti è un pretesto per rialzarsi, e se gli umani si abituano al disagio – come avviene nel primo racconto – poi cambiano come fanno le rapide dei fiumi, "creature vive dall'identità mutevole".

Non immaginate un libro troppo serioso, però. Il lettore troverà serietà e riflessione, certo, dosate citazioni letterarie importanti, uno stile letterario elegante, equilibrato, calibrato alla perfezione. Tipico di chi conosce la materia – Franchini lavora nell'editoria – e della stessa non si è stanzato, anzi: ne fa magma vivente. Ma il lettore vi troverà anche il sudore del ring e del quotidiano. E, magia, riscoprirà un po' di se stesso: l'accoramento di un padre che condivide la sua fragilità di genitore, il dubbio, la paura, il desiderio di qualcosa. E si gusterà il racconto scritto con taglio ironico in cui il protagonista si improvvisa ladro di un libro, in casa di una famosa scrittrice mai nominata. Ma sarà a fin di bene (del libro stesso).

Indicazioni terapeutiche - Questo libro cura:

Chi soffre d'inerzia

Chi scansa i confronti e, in generale, evita di misurarsi

Chi sta sempre dalla parte dei vincitori

Chi non ama la montagna

Controindicazioni:

Chi odia la pesca sentirà un immenso desiderio di praticarla anche solo per un giorno

Posologia, da leggersi preferibilmente:

1 capitolo al giorno per 9 giorni. Da ripetersi all'occorrenza.

Effetti indesiderati:

Vi verrà voglia di scendere lungo i dirupi di un fiume.

Avvertenze:

Conservare di fianco ai vostri trofei agonistici.

Pillole:

1. «La vita dei sentimenti è confusa, si soffre per ragioni futile e sbagliate, si procura dolore agli altri senza volerlo e gioie senza esserne consapevoli, il bene e il male hanno contorni incerti e la coscienza li rimugina all'infinito in monotoni soliloqui».

2. «Quando scrive un'estate pericolosa, Hemingway è vecchio e depresso. Vecchio, poi. Era appena più giovane di me adesso e sarà appena più anziano quando si ammazza. Ma è Hemingway, ha vissuto come ha vissuto, ha scritto come ha scritto, ed è stanco».

3. «Nei luoghi in cui gli uomini hanno patito a migliaia, la sofferenza contagia il paesaggio, aderisce a piante e rocce, impasta la terra, tinge l'acqua. Qui la maledizione stava sospesa decenni prima dell'ecatombe e ancora ne restava un'eco assordante».

L’autore:

Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958. Ha esordito nel 1991 con “Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi” (Leonardo). Del 1996 è “Quando scriviamo da giovani” (Sottotraccia), ri-pubblicato da Avagliano nel 2003. Con Marsilio ha pubblicato “Quando vi ucciderete, maestro?” (1996, edizione tascabile Universale Economica Feltrinelli 2019), “Acqua, sudore, ghiaccio” (1998), “L’abusivo” (2001, edizione tascabile 2009), “Cronaca della fine” (2003, edizione tascabile Universale Economica Feltrinelli 2019), “Signore delle lacrime” (2010), “Memorie di un venditore di libri” (2011). Per Mondadori è uscito “Gladiatori” (2005, nuova edizione Il Saggiatore 2016), per Gallucci il libro per bambini “La principessa, la scimmia e l’elefante” (2009). Vive a Milano e lavora nell’editoria.


Il Bugiardino è una farmacia virtuale dove i libri vengono trattati come preziosi rimedi per i nostri mali. Ideato e curato da Marilù Oliva

Marilù Oliva vive a Bologna, dove scrive e insegna lettere alle superiori.
Da poco è uscita per Solferino la sua riscrittura dell’Odissea. “L’Odissea raccontata da Circe, Penelope, Calipso e le altre”, venduta in Turchia, Grecia e Romania.
Ha pubblicato con HarperCollins il thriller "Le spose sepolte" e “Musica sull’Abisso”
Per Zanichelli ha co-curato l’antologia “I Promessi Sposi” (2019)
Con Elliot è uscita la Trilogia della Guerrera, seguita, nel 2015, dalla Trilogia del Tempo, di cui Questo libro non esiste (2016) ha vinto il Premio Scerbanenco dei Lettori. I suoi romanzi sono di ambientazione noir, con uno sguardo particolare verso alcuni aspetti sociali e verso quelle persone che l'autrice definisce "categorie non protette" (precari, anziani, folli, disillusi e sognatori) e con un procedimento investigativo attento, che però resta in secondo piano rispetto all'indagine umana. Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità. Ha curato due antologie patrocinate da Telefono Rosa: Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio (2013) e Il mestiere più antico del mondo? (novembre 2016), progetti nei quali ha coinvolto autori come Maurizio de Giovanni e Dacia Maraini.
Collabora con diverse riviste, tra cui Huffington Post, ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero.it