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blog di Massimo Beccarelli

Nuova pubblicazione per Riccardo Landini, scrittore da poco residente in Valtaro

14 settembre 2021, 10:39

Nuova pubblicazione per Riccardo Landini, scrittore da poco residente in Valtaro

“Segreti che uccidono” è il titolo, decisamente accattivante, dell'ultimo volume dello scrittore Riccardo Landini. Il volume, pubblicato dall'editore Newton Compton, si caratterizza, fin dalla copertina, e dall'uso dei colori, come un giallo.

L'autore, nato in Emilia, ma di origine romagnola, ha alle spalle studi classici e nel cuore una grande passione per Piero Chiara e il cinema italiano degli anni Settanta.

Recentemente si è trasferito in Valtaro, attratto dalle bellezze naturalistiche del nostro territorio.

Non avevo letto ancora nulla di Landini, anche se avevo saputo del successo de “Il giallo di via San Giorgio”, che ha visto per la prima volta in azione Astore Rossi, investigatore sui generis e suo malgrado, vien da dire, visto che di mestiere non fa l'investigatore, né tantomeno l'ispettore o il poliziotto, ma piuttosto il restauratore di mobili.

In “Segreti che uccidono”, Astore si trova invischiato in un intrigo fatto di segreti, omicidi e vicende complesse, che risalgono a fatti di un oscuro passato.

L'amico Sergio Candurra gli ha consegnato una serie di mobili da restaurare. All'interno, ben nascosti, Astore ha rinvenuto alcuni oggetti, apparentemente di scarso valore.

“Si trattava di quattro monete da novantasei lire della Repubblica Ligure, datate milleottocentoquattro, in buone condizioni di conservazione. Non me ne intendevo di numismatica, tuttavia potevano valere, a occhio e croce, qualche centinaio di euro, se non altro per il metallo. I due anelli non mi sembravano di gran fattura: erano semplici vere in oro bianco con incastonate due pietre di piccole dimensioni, entrambe di colore azzurro”.

Non sembravano sufficienti da giustificare diversi tentativi di effrazione da parte di ladri improvvisati, peraltro tutti andati a vuoto.

A meno che l'interesse non fosse rivolto direttamente a quegli oggetti, quanto piuttosto al desiderio di rientrare in possesso di un inquietante foglietto contenente una lista di nomi, accanto ai quali erano vergate delle croci nere. Astore scoprirà ben presto che le persone segnate nella lista sono quasi tutte morte in circostanze strane e non del tutto chiare.

L'ipotesi di rivolgersi ai Carabinieri è esclusa a priori, anche perchè Astore ha qualche piccolo precedente per droga e faticherebbe a giustificare il possesso di quei mobili. Probabilmente mobili rubati o ricettati, magari legati ad attività di usura.

I tentativi di contattare Candurra si rivelano vani e quest'ultimo risulta scomparso nel nulla.

A complicare le cose si aggiunge il fatto che l'amico non gli ha lasciato solo quei mobili, ma anche la figlioletta, Isabella.

Assieme alla bambina e all'amico Oscar, convalescente, Astore si trasferisce a Garbano, un paesino in collina.

La casa in cui alloggiano era la dimora del poeta Ermanno Cavicchi, “un tipo singolare, un poeta che viveva da solo in questa sua casa sperduta nei boschi. Era un po' la celebrità del paese”. Ben presto Astore scoprirà che Cavicchi era anche un uomo dalla vita tormentata, morto affogato in un lago nel bosco, suicida, dopo aver perso tutti i suoi beni al gioco.

Proprio la maledizione del vecchio avrebbe colpito, negli anni successivi, quasi tutti i responsabili della sua rovina, in un continuo crescendo.

Astore riporterà alla luce una serie di segreti ormai morti e sepolti, e rischierà seriamente di essere travolto in un gioco più grande di lui.

La figura femminile di Anthea, che si staglia un ruolo centrale nel finale, lascia aperto un seguito, che crediamo potremo leggere presto.

Come in tutti i gialli che si rispettino, Landini rimescola continuamente le carte e nulla è come sembra. Un libro che appassiona e stupisce, di pagina in pagina, ricco di riferimenti letterari e cinematografici. Astore Rossi ha tutte le carte in regola per diventare uno dei protagonisti più amati del giallo italiano.

Massimo Beccarelli