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Moda: croci, cardinali e politica al gala del Met Chi c'era

08 maggio 2018, 18:08

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Anna Wintour in "Chanel cardinale" completo di croce. Rihanna, un «Papa couture» griffato Margiela e completo di tiara sulla testa. Un pizzico di politica piena di significato: Mitt e Ann Romney, coppia repubblicana di nuovo papapbile per la Casa Bianca, e Huma Abedin, la fedelissima assistente e consigliera di Hillary Clinton. Nomi non scelti a caso da Anna Wintour, la donna più potente nel mondo della moda.
La regina del glamour, tra voci secondo cui questo potrebbe essere il suo ultimo «Met Ball», aveva esplicitamente disinvitato Donald Trump dalla festa dell’anno: il gala del Met che oggi ha tenuto a battesimo «Heavenly Bodies», la mostra del Constume Institute sull'incrocio tra moda e ispirazione cattolica, 30 mila dollari a ingresso, 275 mila a tavolo. Nel mondo della moda è l’evento dell’anno, paragonabile per sfarzo soltanto ai premi Oscar: è il Met Gala, la serata di beneficenza che inaugura la mostra annuale del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York, che viene organizzata sempre il primo lunedì di maggio.
Ariana Grande in una versione sartoriale della Cappella Sistina creata da Vera Wang. Kim Kardashian in Versace con abbondanza di croci, lo stesso per JLo. Madonna in Gaultier con corona «da Madonna». La premio Oscar Frances McDormand in Valentino. Jared Leto in Gucci. Cardi B in Moschino. Ali monumentali da arcandelo per Katy Perry.
Il red carpet si è tinto di arcobaleno: Lena Waithe di «Master of None» ha fatto suo ingresso con una cappa «rainbow», omaggio al movimento per diritti dei gay, firmata Wes Gordon per Carolina Herrera: «E' la pelle di cui sono orgogliosa. Il tema di oggi è sii tu stessa. Sei fatto a immagine e somiglianza di Dio, non è vero?».