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Marijuana in casa, a processo il trapper 'DrefGold'

25 agosto 2019, 17:52

Marijuana in casa, a processo il trapper 'DrefGold'

«Sono un consumatore conclamato di cannabis in quantità massicce». Non ne ha fatto mistero davanti al giudice, così come non lo nasconde ma anzi lo rivendica nei suoi testi, il 'trapper' milanese 'DrefGold’, all’anagrafe Elia Specolizzi, uno dei tantissimi astri nascenti del discusso fenomeno musicale, derivazione del rap ma in salsa trash, arrestato due giorni fa a Milano perchè nella sua casa la polizia ha trovato oltre 100 grammi di marijuana e hashish e 12mila euro in contanti. 
«Non spaccio, quella era la mia scorta personale per l’estate e quei soldi li ho guadagnati col mio lavoro», si è difeso il 22enne in aula. E il giudice delle direttissime ha sì convalidato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio, ma ha deciso di non applicare la custodia cautelare (il pm aveva chiesto i domiciliari), disponendo soltanto l’obbligo di firma. E ciò in attesa del processo, fissato per il 12 settembre, per il cantante che ha pubblicato l’anno scorso il primo album solista 'Kanaglià e vanta collaborazioni con grossi nomi della scena come Sfera Ebbasta e Capo Plaza. Un genere, la trap, che coi suoi giovanissimi cantanti da qualche anno ormai suscita discussioni e polemiche per i testi più che politicamente scorretti e pieni di riferimenti all’uso di droghe. 
La polizia venerdì scorso è intervenuta nell’abitazione di 'DrefGold’a Pero (Milano), perchè alcuni vicini avevano segnalato la presenza di un gruppo di ragazzi rumorosi e odore di marijuana. Da qui la perquisizione degli agenti. «Il quantitativo trovato - ha spiegato l’avvocato Niccolò Vecchioni - è compatibile con l’uso personale, che lui rivendica come vizio, e abbiamo prodotto documentazione per dimostrare che quei soldi vengono dalla sua attività, perchè guadagna molto e non ha bisogno di spacciare». E ancora: «Quel capannello di ragazzi sotto casa era un gruppo di fan che da tutta l’estate, in pratica, staziona là in cerca di autografi e di esibizioni estemporanee sue e di altri artisti che vanno spesso a trovare il mio assistito». 
Ora la parola passerà al giudice nel processo, mentre la difesa è convinta che riuscirà ad ottenere l’assoluzione.