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Sting a Milano, nell'unica serata the show must go on

Tutore alla spalla e code per biglietti nominali non lo fermano

30 ottobre 2019, 17:07

Sting a Milano, nell'unica serata the show must go on

«The show must go on», lo spettacolo va avanti: a dirlo è stato Sting salendo ieri sera sul palco del Forum di Assago di Milano insieme alla sua band. E questo nonostante l’operazione ai tendini della spalla di pochi giorni fa, nonostante il tutore che costringe l’ex frontman dei Police a non toccare praticamente strumenti ("Non posso suonare, ma posso cantare», ha rassicurato salutando il pubblico) e nonostante i disagi e le lunghe code causate dai controlli dei biglietti nominali, che hanno fatto slittare di quasi un’ora l'inizio del concerto. La data milanese di 'My songs tour', l’unica in Italia per Gordon Matthew Sumner (questo il nome di Sting all’anagrafe) è stata per Live Nation Italia la prova del fuoco con il nuovo sistema dei biglietti nominativi entrato in vigore lo scorso luglio, per via dei quasi 10mila spettatori. 
«Una legge sbagliata» che ha portato a «quello che è successo questa sera - ha detto Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia a pochi minuti dal live -. Abbiamo più di 9.900 spettatori, immaginate cosa potrebbe succedere con 80 mila». In molti, infatti, sono rimasti fuori dai cancelli perchè non avevano con sè un documento valido o perchè il loro nome non corrispondeva a quello sul biglietto. Per la maggior parte, che è riuscita a entrare, sono bastate le prime note di 'Roxannè e di 'Message in a bottlè a far tornare sorrisi e voce e mani ritmate all’unisono: proprio con quello che è stato il primo estratto dall’album di debutto della band britannica, l’ex frontman dei Police ha riavvolto il nastro della sua carriera con brani che hanno fatto la storia della musica del trio insieme a quelli con cui ha scalato le classifiche da solista. 
Da 'Englishman in New York', 'Fields of gold’, 'Shape of your heart' a 'Brand new day' passando per 'If You Can't Find Lovè dal duetto con Shaggy, tornando a grandi classici come 'Every breathe you takè. Pezzi per le orecchie di tutte le età e che tutti, fan sfegatati e non, alla fine, si scoprono a cantare. 
E poi brani da ballare come 'If you love somebody let them freè, i medley dalle incursioni reggae di 'So lonely' con 'No woman, no cry' e di 'Walking on the moon' con 'Get up, stand up' di Bob Marley o il riarrangiamento di 'Desert Rosè. 
Un’ora e mezza intensa, un concentrato dello Sting che meglio conosciamo, che si è chiusa con 'Fragilè. Per ricordare ai 10mila del Forum e forse anche a se stesso che sì, si può essere fragili, restando pur sempre re di un palco.