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il disco

Tartarughe blu e romantici vampiri: Sting vola alto anche da solo

10 gennaio 2020, 18:45

di Michele Ceparano
Tra atmosfere jazz, storia, politica e letteratura, inizia il volo solitario di Sting. “The dream of the blue turtles” quest'anno spegnerà 35 candeline. Primo e interessantissimo  lavoro solista di Sting dopo lo scioglimento, a dire il vero non ufficiale, dei Police, ha successo piazzandosi bene nelle classifiche britanniche e statunitensi.

Quello che tocca Gordon Matthew Sumner, alias Sting, diventa comunque tutto oro. Merito suo ma anche del fatto che i Police sono ormai un'icona del pop. Molto contaminato dal jazz, Sting raccontò che il titolo dell'album gli venne in mente dopo un sogno premonitore, un sogno appunto di tartarughe blu. E sia.

Così battezzò dunque l'intero lavoro e la breve title track strumentale che dà il titolo all'album. Un disco importante nella carriera dell'ex insegnante di inglese nato nei pressi di Newcastle in cui Sting può dare finalmente sfogo alla sua passione per il jazz. Ma i pezzi forti del lavoro sono la hit “If you love somebody set them free” che uscirà come singolo (il lato B sarà “Another day” che sarà pubblicato l'anno dopo) così come la reggae “Love is the seventh wave”, ancora molto Police, e “Russians”, uno dei brani destinati alla maggiore fama a partire dal ticchettio dell'orologio che introduce la voce solista. Brano carico di atmosfere misteriose, è una riflessione sulla guerra fredda – non va dimenticato che l'anno di uscita del disco è il 1985 – su un tema musicale di Prokofiev. Molto profonda è anche “Childrens crusade” che si rifà alla famigerata crociata dei bambini nell'XI secolo.  Ma i giovanissimi, invece di combattere i saraceni come era stato loro promesso furono venduti come schiavi. Un racconto doloroso. Per narrare questa gioventù bruciata (“The flower of England face down in the mud”) Sting  cita  anche i giovani morti nella Prima guerra mondiale e quelli uccisi dall'eroina. “Moon over Bourbon street” si ispira a “Intervista col vampiro”, il romanzo di Anne Rice portato con successo sullo schermo da Neil Jordan che potè avvalersi di un cast superlativo: da Brad Pitt a Tom Cruise, da Christian Slater a Kirsten Dunst fino ad Antonio Banderas. Più rock la chiusura, “Fortress around your heart”. In ricordo dei vecchi tempi.

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