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Cristina Cazac, talento 17enne del violino: «Da Parma all'orchestra fondata da Abbado»

Intervista alla giovane musicista selezionata per prendere parte alla European Union Youth Orchestra.

di Ilaria Notari -

15 marzo 2020, 17:47

Cristina Cazac, talento 17enne del violino: «Da Parma all'orchestra fondata da Abbado»

Diciassette anni e un grande talento. Segni particolari determinata al massimo ma anche bella ed estroversa. La studentessa di violino del Conservatorio Boito di Parma Cristina Cazac, nata a Mosca ma parmigiana fin dalla tenera età, è stata selezionata per prendere parte alla European Union Youth Orchestra. 
Si tratta della formazione sinfonica composta dai giovani più talentuosi musicisti dei ventisette stati membri dell’Unione europea e che fu fondata nel 1976 da Claudio Abbado. Due le audizioni, la prima a Bologna e la seconda a Roma dove si teneva la finale italiana. Duemila i partecipanti in tutta Europa per una quarantina di posti. 
Chiamiamo per l’intervista sul cellulare della mamma di Cristina che infila la testa nella cameretta della figlia per comunicarle che c’è la «Gazzetta» al telefono. In tempo di epidemia, la ragazza sta seguendo le lezioni di scuola on line e chiede se posso richiamare dopo mezz’ora. Eccoci.
 

Cristina, vita da studentessa al tempo del coronavirus? Cosa studi e cosa stavi seguendo di bello?
«Eh sì per forza. E’ giusto stare a casa. Frequento il terzo anno del Liceo di Scienze Umane Sanvitale e al Conservatorio il primo anno del triennio. Ho seguito la lezione di psicologia per la scuola e acustica per il Conservatorio. Interessante la modalità delle lezioni via computer». 

Ti sei avvicinata alla musica da piccolissima, come ne sei stata conquistata?
«Avevo quasi quattro anni. Ho sentito un cd che mio padre aveva acquistato e mi sono incuriosita. Doveva contenere musica pop ed invece per un errore c’era all’interno un altro disco che conteneva un mix di brani tra cui uno suonato con un violino. Da quel giorno ho iniziato a chiederne ossessivamente uno in regalo ai miei genitori, così al mio quarto compleanno è arrivato. Subito non trovavano chi mi potesse insegnare perché nessuno si prendeva la responsabilità di insegnare ad una bimba così piccola, poi abbiamo trovato la mia attuale insegnante Alberta Stefani che ha accettato la sfida. Studio ancora con lei, anche se ho studiato anche con Sergej Krylov all’Accademia di Stradella. Papà, al quale seppur casualmente devo il fatto di aver fatto scattare in me quella scintilla per la musica, purtroppo se ne è andato prematuramente, ma so che da qualche parte mi ascolta».

Che strumento suoni in questo momento e com’è la sua voce?
«Grazie ad un’audizione del Conservatorio suono un Capicchioni del 1968. Ha un suono meraviglioso, potente ma morbido al tempo stesso. Lo adoro!».

Quando hai saputo che eri stata scelta per la E.U.Y.O cosa hai provato?
«E’ stato molto emozionante. Ero la più piccola tra i partecipanti e non immaginavo che mi avrebbero presa. Il livello dei candidati era alto e in commissione c’era anche Peter Stark».

Quante ore studi al giorno? E nel tempo libero cosa ami fare?
«Studio dalle tre alle cinque ore. Amo cucinare soprattutto i dolci. In questi giorni in cui la scuola è chiusa poi, cucinare mi aiuta a distrarmi. Finché era possibile, uscivo con le amiche, altre volte mi venivano a sentire suonare. Non vado in discoteca perché non mi piace».

Da grande vorresti fare la solista?
«E’ il mio obiettivo, ma serve molto tempo. Però sono determinata e ambiziosa. Intanto sono aperta a nuove esperienze, come suonare in formazioni cameristiche». 

Pezzo preferito e che sogni di arrivare a suonare? 
«Il Concerto per violino e orchestra di Cajkovskij, senza dubbio».
 

Solismo e orchestra sono due strade diverse. Cosa significa per te suonare in orchestra?
«E’ molto formativo perché ti trovi in mezzo agli altri e non puoi fare quello che vuoi o che senti, ma devi condividere con gli altri la stessa idea. E’ quindi un’occasione di crescita. Ognuno ha una formazione diversa quindi fornisce opportunità di scambio. Poi ho imparato che prima di fare il solista devi essere consapevole di cosa fanno tutti gli altri strumenti dell’orchestra».

Tante ore passate con lo strumento ma c’è spazio per un fidanzato?
«Sì c’è e ho tempo anche per lui! E’ studente al Conservatorio e suona il trombone. Per fortuna o purtroppo non è mai stato scritto nulla per trombone e violino!».