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IL DISCO

I Supertramp a Parigi

di Michele Ceparano -

19 marzo 2020, 08:55

I Supertramp a Parigi

Tra gli album da non perdere dei Supertramp, gruppo inglese che fra l'inizio anni Settanta - il loro primo lavoro uscì 50 anni fa - e l'inizio degli Ottanta (“Breakfast in America”,  uno dei loro lavori di maggiore successo è del '79) c'è anche un leggendario concerto dal vivo pubblicato  quarant'anni. Si tratta di "Paris" doppio album registrato da Roger Hodgson, Rick Davies e soci, al Pavillon de Paris il 29 novembre del '79 e uscito, appunto,  l'anno successivo.

  Un live che arriva sull'onda del successo di “Breakfast in America” ma che contiene, oltre ad alcune hit del momento, anche delle esecuzioni leggendarie della migliore produzione dei Supertramp, che coincidono con il loro momento progressive.

Ci sono pezzi già storici dei “superbarboni”, pressapoco la traduzione di Supertamp, e a far la parte del leone, con sette brani su sedici è “Crime of the century”. Si tratta forse del picco più alto raggiunto dalla band inglese. Da “School” con intro di armonica, omaggio a “C'era una volta il west” di Sergio Leone, a “Bloody well right” fino alla magica “Hide in your shell”. Immancabile “Dreamer”, che Renato Zero aveva rifatto in “Sgualdrina”, contenuto in “Zerofobia”, forse il suo miglior lavoro. Sempre da “Crime of the century” due perle assolute: “Rudy” e “Asylum”, oltre la breve ma intensa title track ecologista, scritta decenni prima dell'”avvento” di Greta e dei suoi discepoli.

Altro album, ovviamente perché appena uscito, molto rappresentato nel live parigino è “Breakfast in America” con il brano omonimo, l'immortale “The logical song” e “Take the long way home”. “Breakfast in America” è sicuramente un bell'album ma segna l'ormai completo distacco da quel progressive che aveva visto i Supertramp firmare  lavori molto interessanti. Oltre a “Crime of the century” il periodo prog comprende anche “Crisis? What crisis?”, di cui quest'anno cade il quarantacinquesimo compleanno e di cui "Il disco" si occuperà più avanti.  Un album  che contiene la stupenda “Sister moonshine”, non inserita nel live registrato in Francia. Da questo lavoro i Supertramp hanno però pescato tre bei pezzi tra cui “A soapbox opera”, che mette nel mirino la religione cattolica (memorabili i personaggi di padre Washington, sorella Robinson e del reverendo Ebenezer). Una canzone che dal vivo è ancora più bella come dimostra il video su youtube di un concerto  in Germania di Roger Hogson, accompagnato per l'occasione  dalla Stuttgart Philharmonic Orchestra.