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IL DISCO

“Tea for the tillerman”, Cat Stevens tra ballate e pezzi immortali

di Michele Ceparano -

10 aprile 2020, 19:14

“Tea for the tillerman”, Cat Stevens tra ballate e pezzi immortali

Nello stesso anno, il 1970, aveva pubblicato “Mona Bone Jakon” (che contiene la mitica “Lady D'Arbanville”), ma poco dopo Cat Stevens, Yusuf Islam dopo essere diventato musulmano, sforna uno dei suoi lavori più intensi. Sempre nel 1970, quindi in procinto di diventare un “meraviglioso cinquantenne” il cantautore inglese - vero nome Steven Georgiu - fa un salto di qualità con il quarto lavoro in studio, “Tea for the tillerman”. Rappresenta uno dei suoi album più famosi, dal momento che l'artista prova ad andare al di là della ballata e della canzone d'amore tout court con un atteggiamento critico verso il modello consumistico allora (ma il mondo non è cambiato tanto) imperante.

Prodotto dall'ex Yardbirds, band in cui esordirono Jimmy Page ed Eric Clapton, Paul Samwell-Smith e accompagnato, tra gli altri, dal chitarrista gallese Alun Davies, il 71enne artista londinese regala al suo pubblico alcune canzoni destinate a divenire immortali. A partire da “Where do the children play?”, neppure troppo velata critica alle abitudini “moderne”. Tra i brani più riusciti c'è però “Hard headed woman”, potente ballata dedicata a fanciulle di indubbio fascino ma restie a concedersi ai desideri di chi spasima per loro. Una canzone di grande impatto nella sua versione live, come testimoniano alcuno video visibili in rete. Questo album contiene anche altri due tra i pezzi più conosciuti dell'artista inglese. Sono “Wild world”, che fu interpretata anche da altri e di cui resta memorabile la versione reggae di Jimmy Cliff, e “Father and son”, parabola intergenerazionale, destinata (purtroppo) a diventare un must delle serate, al mare o in montagna, intorno al fuoco. Belle anche la mitologica “Longer boats”, non va dimenticato che Stevens era greco da parte di padre, e la triste e sofferta “Sad Lisa”. Alcuni brani di questo album faranno poi parte, insieme ad altri del cantautore londinese, della colonna sonora di “Harold e Maude”, originale film diretto da Hal Ashby.

Infine, di “Tea for the tillerman” è artistica anche la copertina, come accadrà anche per l'album successivo, “Teaser and the firecat”, quello, per capirsi, di altri pezzi immortali come “Morning has broken” e “Moonshadow”. Al pari di quelle di altri suoi dischi storici, i disegni sono proprio di Stevens, che dimostra anche in questo campo di non essere solo a suo agio con testi e musiche.