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IL DISCO

“Suonare suonare” della Pfm: l'album di “Maestro della voce”

di Michele Ceparano -

26 giugno 2020, 17:34

“Suonare suonare” della Pfm: l'album di “Maestro della voce”

Nel periodo della felice collaborazione con Fabrizio De André la Pfm pubblica “Suonare suonare”, un album che quest'anno ha da poco compiuto quarant'anni. Questo disco del 1980  rappresenta per il gruppo,  ancora in attività e vero monumento della musica italiana anche fuori dai confini del Belpaese, un ulteriore allontanamento dal progressive rock delle origini che per la Premiata ha rappresentato anche il momento più felice. Già nel disco precedente, il pur a tratti interessante “Passpartù”, la band aveva virato verso il pop e la musica, come si suol dire più commerciale. La band, con l'azzeccata copertina da sagra popolare, ci scherza anche su. Destino di molti, comunque, Banco compreso. L'anno dopo, però, in “Come ti va in riva alla città” la Pfm tornerà sui suoi passi con un concept, di nuovo "abbastanza" prog, sulla vita dei giovani nella periferia di Milano.
Nonostante non sia complessivamente al livello di alcuni loro momenti precedenti - si pensi solo all'esordio di “Storia di un minuto”, quello per capirsi di “Impressioni di settembre”, “Per un amico” o “Chocolate kings” - “Suonare suonare" è interessante e, come al solito,  ben eseguita. Arriva dopo l'addio di Bernardo Lanzetti e l'”incoronazione” a leader di Franz Di Cioccio, che dalle percussioni, come Phil Collins nei Genesis, diventerà il cantante solista lasciando le bacchette  a Walter Calloni. Alcuni brani dell'album, inoltre,  entrano a far parte dell'elenco di quelli  più amati della Pfm. A partire da “Maestro della voce”, brano dedicato a Demetrio Stratos, leader dei Ribelli e degli Area morto nel giugno del '79. Per rendersi conto della bellezza di “Maestro della voce” non si può non ascoltare la versione live uscita nel 1982 nell'album dal vivo “Performance”. Un brano fatto di atmosfere metropolitane che narra di uno che  “abitava le ringhiere a nord della città”, “in giro per Milano/sotto un cielo sempre nero/occhi chiari e un'espressione da guerriero”). Il pezzo, poi "tirato" a piacimento sempre dal vivo, è  anche quello del mitico assolo del bassista Patrick Djivas.
La title track “Suonare suonare” è invece l'elogio del gruppo, una sorta di manifesto di come si possa andare d'accordo, pur con i normali alti e bassi. L'ormai cinquantennale carriera della Premiata forneria Marconi, poco tempo fa di scena anche a Parma per Capodanno,  è lì a dimostrarlo. Un altro pezzo che regalerà soddisfazioni, specialmente nella versione live (non va mai dimenticato infatti che la Pfm è un gruppo che dal vivo ha offerto le sue migliori performance, ascoltare a tale proposito l'inarrivabile “Live in Usa”) è certamente “Si può fare”. Da segnalare anche “Topolino”, orecchiabile e velata di nostalgia. Poi, davvero poco altro. Ma “Maestro della voce”, da solo, è un brano che, come si diceva una volta, vale il prezzo del biglietto. E chi non lo avesse mai ascoltato, potrebbe innamorarsene.

Da youtube Dall'album "Suonare suonare",  brano "Maestro della voce"

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