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IL DISCO

Queen, i quarant'anni di "The game"

di Michele Ceparano -

25 settembre 2020, 12:07

Queen, i quarant'anni di "The game"

Ha compiuto quarant’anni il disco  che contiene “Another one bites the dust”. “The game”, ottavo album in studio dei Queen, uscì infatti il 30 giugno del 1980. Un album che ebbe un grande successo sedendosi sul trono delle vendite in Gran Bretagna, Usa e Canada. Sempre più distanti dal sound delle origini, Freddy Mercury e soci, a cui due anni fa è stato anche dedicato un film, continuano la loro svolta pop iniziata con “News of the world” ricevendo gli strali della critica. Diverso il discorso da parte del pubblico che, come detto, premiò invece il lavoro della band inglese. Trascinato, appunto, dalla hit “Another one bites the dust”, ancora oggi piuttosto in voga, è caratterizzato dall’utilizzo di nuove tecnologie e dei sintetizzatori e non manca però di proporre brani “old style” dei Queen, come “Crazy little thing called love”, “Sail away sweet sister” o “Play the game”. Bollato dai vecchi fans come un ulteriore passo verso un’irreversibile involuzione (i Queen degli esordi, al pari dei Supertramp, sfornarono eccellenti album come il maestoso “Queen II” ma anche il primo, “Queen”, “A night at the opera”, che contiene “Bohemian rhapsody” e il celeberrimo adattamento di “God save the queen”, e “A day at the races” ), “The game”, da cui vennero estratti ben cinque singoli, è un momento importante verso la svolta “commerciale”, stile musicale in cui i Queen comunque riusciranno a eccellere. Tra gli altri brani interessanti di “The game”, c’è “Dragon attack”, soggetto caro agli amanti del prog che non riesce comunque a rinverdire le atmosfere incantate di brani passati come “Ogre battle”. Sempre nel 1980 i Queen pubblicarono a dicembre “Flash Gordon”, colonna sonora del film prodotto da Dino De Laurentiis sull’eroe del fumetto di fantascienza creato da Alex Raymond. Il singolo “Flash” andò piuttosto bene, ma l’album non bissò il successo di “The game”.