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IL DISCO

“Ommadawn”, bellezza e “follia” firmate Mike Oldfield

09 ottobre 2020, 15:17

di Michele Ceparano
“Ommadawn” ha compiuto 45 anni. Il terzo “discone” dell'eclettico compositore inglese Mike Oldfield, che nel 1983 scriverà una hit mondiale come “Moonlight shadow”, arriva dopo due capolavori: “Tubular bells” il cui tema iniziale e un altro estratto vennero inseriti, con grande successo, da William Friedkin nel film “L'esorcista”, ed “Hergest ridge”. Tra il rock progressivo e la musica strumentale, “Ommadawn” rappresenta un bel viaggio già dal significato. In gaelico, infatti, questa parola significa più o meno “folle”. L'album consta di una suite, in pure stile prog, divisa in due parti più l'apparentemente semplice e bucolica “On horseback” che chiude il disco.

Un brano che sintetizza anche “the way of life” della campagna inglese: bere birra, mangiare formaggio e andare a cavallo. Ovvero, un inno alla natura e alle cose semplici (e belle) della vita.

Un disco, “Ommadawn” - cui tre anni dopo seguirà un altro bell'album, “Incantations”, che vedrà un Oldfield ancora ispiratissimo (includerà estratti dal poema epico di Longfellow “The song of Hiawatha”, eroe degli indiani d'America) - che, come detto, è composto da una suite in due parti, quasi venti minuti quella del lato A e poco meno di un quarto d'ora quella del lato B.

Bella e sfumata l'immagine in copertina, evocativa, come quasi sempre nella carriera dell'artista inglese, è stata la sua musica. Tra le due parti, la prima è certamente quella di maggior impatto. Chitarra classica ed elettrica, momenti folk, tastiere, flauti, percussioni africane e cori femminili fino al crescendo finale. Davvero un bel brano. La seconda all'inizio appare più scontata e ripetitiva, ma Oldfield si rifà ampiamente dalla metà in poi anche grazie alla cornamusa di Paddy Moloney degli irlandesi Chieftains. Come nei lavori precedenti , al disco collaborano anche altri familiari di Oldfield, la sorella Sally e il fratello Terry, pure loro musicisti con una buona carriera solista. Nel 2010 è uscita una deluxe edition con due cd e un dvd. Tra i brani in più due pezzi folk tradizionali britannici come “Argiers” e “Portsmouth”.

Nel 2017 il polistrumentista inglese riprenderà il filo del racconto con “Return to Ommadawn”, bella opera musicale e strepitosa copertina.

Da youtube Ommadawn