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IL DISCO

“Profondo rosso”, 45 anni di brividi

di Michele Ceparano -

27 novembre 2020, 17:53

“Profondo rosso”, 45 anni di brividi

Questa puntata de Il disco”, dedicata alla colonna sonora di “Profondo rosso”, strepitoso commento musicale al celeberrimo capolavoro del brivido firmato da Dario Argento, è velata di tristezza. Si è, infatti, spenta Daria Nicolodi. Compagna di una vita del grande cineasta romano e madre di Asia, la Nicolodi ha interpretato nel film il personaggio di Gianna Brezzi, cronista di nera.

Ma se il lungometraggio occupa un posto importante nella storia del cinema, l'album che lanciò i Goblin è uno fra i capolavori del progressive rock.

La colonna sonora del celeberrimo film di Dario Argento, firmata dai Goblin (la storica formazione composta da Claudio Simonetti, Fabio Pignatelli, Massimo Morante e Walter Martino) quarantacinque anni fa, sulle musiche del pianista jazz borgotarese d'adozione Giorgio Gaslini, è stata infatti ripubblicata due volte, nel 2005 e, per il quarantennale di quello che è uno dei thriller più famosi di tutti i tempi, cinque anni fa da Claudio Simonetti, la cui storia artistica è da sempre tutt'una con quella dei Goblin.

Grande film, che ancora oggi fa paura, e altrettanto grande disco. E, il tutto, di marca italiana. C'è da andarne fieri. Nel tour per il quarantesimo anniversario, Simonetti e i suoi Goblin il 24 luglio di cinque anni fa si esibirono anche a Parma, all'arena estiva dell'Astra. La proiezione di “Profondo rosso” con la musica dal vivo proprio della band fu un evento indimenticabile organizzato da “I giardini della paura” e “Solaris” che attirò tantissimi spettatori, tra cui Michele Buzzini, storico appassionato di “Profondo rosso” e grande amico di questa rubrica.

Sulla scia di quella serata da “sold out”, Simonetti e i Goblin tornarono a Parma anche l'anno successivo al “Mu” suonando la colonna sonora durante la proiezione di “Suspiria”, altro indimenticabile film di Dario Argento e un classico del cinema fantastico. Anche quella volta fu un successo.

“Profondo rosso”, realizzato per l'etichetta Cinevox e con una splendida copertina “splatter”, è diviso in due parti, la prima con pezzi firmati dai Goblin e la seconda da Gaslini, il cui rapporto con Argento non sarà dei più idilliaci, tanto che il pianista lascerà il film e il regista romano si affiderà “in toto” all'allora semisconosciuta band, lanciandola nel firmamento musicale.

Ovviamente, nel lato A è “Profondo rosso” il brano più conosciuto e firmato dai Goblin, un must del brivido che è tutt'uno con il film interpretato, tra gli altri, oltre che da Daria Nicolodi, da attori del calibro di David Hemmings, Clara Calamai e Gabriele Lavia. Quasi come “Tubular bells”, album del '73 di Mike Oldfield con due estratti utilizzati da William Friedkin per “L'esorcista”.

Ma nell'album dei Goblin, che verrà ripubblicato con numerose aggiunte nel 2005, c'è anche tanto altro, a partire dalla incalzante “Death dies” , all'incombente “Mad puppet” o a “School at night”, con il celebre canto infantile, un pezzo da brividi nel vero senso della parola, firmato da Gaslini. Sono del celebre pianista jazz morto sei anni fa a Borgotaro anche “Wild session”, “Deep shadows” e “Gianna”, quest'ultimo brano dedicato proprio al personaggio interpretato dalla Nicolodi.

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