Sei in Musica

IL DISCO

Le Orme e quello sguardo verso il cielo

05 febbraio 2021, 16:57

Le Orme e quello sguardo verso il cielo

di Michele Ceparano

“Collage”, secondo album in studio del gruppo italiano di rock progressivo Le Orme che ha appena compiuto  cinquant'anni, è un disco mitico. Arriva dopo l'album d'esordio “Ad gloriam” del 1968 e una raccolta intitolata “L'aurora delle Orme”, che conteneva i 45 giri fino a quel momento pubblicati della band. “Collage” rappresenta, però, la consacrazione del gruppo formatosi a Marghera, Venezia, che, come Pfm, New Trolls e Banco del Mutuo Soccorso, fu capace di travalicare il panorama italiano facendosi apprezzare anche all'estero perfino in Gran Bretagna, la patria del prog. 

Guidati dal cantautore di Murano Aldo Tagliapietra, con “Collage” Le Orme ottennero il loro primo grande successo grazie a pezzi di grande suggestione e impatto come “Sguardo verso il cielo” e “Cemento armato”. Questo disco darà anche il via a un periodo d'oro che vedrà la band sfornare nel '72 “Uomo di pezza”, l'album di “Gioco di bimba”, e nel '73 “Felona e Sorona”, con tanto di versione inglese scritta da Peter Hammill, leader dei Van der Graaf Generator. Tra l'altro il 1971 è anche l'anno di uscita de “L'uomo”, album di debutto degli Osanna, altro storico gruppo di prog.

Per celebrare i cinquant'anni dall'uscita di “Collage”, che ritraeva in copertina Le Orme in un cimitero milanese, è appena uscita un'edizione limitata in vinile e rimasterizzata dai nastri originali. Un'uscita che fa parte della collana “Rock Prog Italia”.

“C'è ancora qualche pazzo che ci ascolta” ha dichiarato recentemente Tagliapietra in un'intervista. Ma il rock progressivo è ancora forte e amato dal pubblico. Per capirlo basta girare tra gli scaffali dei grandi centri commerciali (i negozi di dischi sono purtroppo rimasti pochi) in cui si vendono “anche” cd e vinili. Ebbene, si possono trovare ancora oggi i Genesis e i Jethro Tull, ma anche il Banco e la Pfm.

Il disco realizzato da Tony Pagliuca alle tastiere, Michi Dei Rossi alla batteria e, appunto, Tagliapietra alla voce, al basso ma anche alla chitarra, fu prodotto da Gian Piero Reverberi - fondatore nel '79 del celebre Rondò Veneziano - che è anche coautore delle musiche. “Collage” ai tempi non piacque troppo a chi  giudicava Le Orme un gruppo troppo poco impegnato. In realtà la band si impegnava moltissimo come dimostrano i pezzi e il successo di “Collage”, a partire dalla strumentale e trionfale title track. Un brano a metà strada tra gli Emerson, Lake&Palmer, amatissimi dal gruppo, e Scarlatti. Segue la melodica e sociale “Era inverno” - il dialogo tra una prostituta e un cliente - e “Cemento armato”, ecologista ante litteram, con buona pace dell'accusa di disimpegno.

Ma è “Sguardo verso il cielo”, allora trasmessa di continuo dalle radio, un brano che trascende il tempo, a caratterizzare lo stile delle Orme. Uno dei momenti più alti del prog italiano e, sia concesso, non solo. Anche grazie a un testo azzeccato (solo un esempio: “La maschera di un clown in mezzo a un gran deserto/Un fuoco che si spegne, uno sguardo verso il cielo”). “Evasione totale” è, invece, piuttosto sperimentale tanto da ricordare i Pink Floyd di “Ummagumma”. L'album contiene anche la delicata “Immagini” e, infine, “Morte di un fiore”, che affronta la tematica della droga. Mezzo secolo dopo, comunque,  Le Orme  occupano  ancora un posto di tutto rispetto nella storia della musica italiana. E questo la dice lunga  sul valore dei loro lavori.  

Da youtube Sguardo verso il cielo