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IL DISCO

Jethro Tull, cinquant'anni di Aqualung

di Michele Ceparano -

20 febbraio 2021, 10:42

Jethro Tull, cinquant'anni di Aqualung

Ha un posto di tutto rispetto nella storia del rock. “Aqualung”, quarto lavoro in studio di quel mito chiamato Jethro Tull a marzo compirà cinquant'anni. Senza perdere un briciolo della sua poesia, seppur a tratti ruvida e spietata. Definito un concept anche se lo storico leader della band britannica Ian Anderson, che ha poi intrapreso una fortunata carriera solista, non è mai stato d'accordo su questa interpretazione, “Aqualung” resta uno dei dischi migliori di un anno fervido per il rock, declinato soprattutto al progressive.

In quell'anno, infatti, videro la luce anche altre pietre miliari. Solo qualche titolo, per chiarire: “Tarkus” e “Pictures at an exhibition” di Emerson, Lake and Palmer, “Nursery Cryme” dei Genesis, “Pawn hearts” dei Van der Graaf Generator, ma anche “IV”, quarto album dei Led Zeppelin. In Italia, invece, per citare solo due dischi, in quell'anno Le Orme pubblicano “Collage” e Lucio Battisti “Amore e non amore”. Insomma, il 1971 è un anno d'oro per la musica.

Tornando ad “Aqualung”, questo album per i Jethro Tull, dopo tre ottimi lavori influenzati dal blues, rappresenta la svolta rock. Lo si evince dalle note di chitarra che aprono la title track. “Aqualung”, un brano che oscilla tra durezza e dolcezza, subito un pugno nello stomaco dell'ascoltatore. Si tratta infatti della storia di un barbone pervertito, personaggio che ritornerà anche in “Crossed-eyed Mary”, altro brano geniale di un album che racchiude diverse perle. Quest'ultima è, invece, la storia di una prostituta londinese che i Jethro Tull arrivano genialmente a definire “la Robin Hood di Highgate”.

Collegata alla canzone “Aqualung” è anche la copertina, anche questa divenuta leggendaria. E' un dipinto dell'artista Burton Silverman che raffigura un barbone, somigliante anche ad Anderson. Ma l'idea risale a un'immagine scattata dall'ex moglie di Anderson, Jennie Franks, durante un suo reportage sui senzatetto londinesi. Fu lei a dare al frontman del gruppo l'ispirazione per scrivere questo capolavoro. A partire dal titolo che evoca un respiratore subacqueo che richiamava, a sua volta, il rantolo del clochard fotografato. Il musicista scozzese firmò il brano proprio assieme all'ex moglie.

Un brano immortale, “Aqualung”, che trascina l'intero album che sarà un grande successo e rappresenterà, insieme al successivo “Thick as a brick” e a “A passion play” uno dei punti più alti della storia del gruppo. Una canzone, la title track, che viene richiesta ancora a gran voce dal pubblico ai concerti solisti di Anderson.

Nell'album, come detto, sono contenute altre perle come le due canzoni “religiose” “My God” e “Hymn 43”, duro attacco alla “religio”, nel suo senso latino, e alla “sanguinaria chiesa d'Inghilterra”. Tra testi criptici e magnifici e musiche ispiratissime, l'album annovera anche altri brani di grande effetto, come “Mother Goose” o “Wond'ring aloud”. “Locomotive breath”, infine, ha un ritmo vertiginoso e diventerà uno dei brani più apprezzati dai fans dei Jethro Tull, specie nelle loro esibizioni dal vivo.