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IL DISCO

"Sunshine Superman", Donovan tra folk e musica psichedelica

di Michele Ceparano -

19 marzo 2021, 17:27

"Sunshine Superman", Donovan tra  folk e musica psichedelica

“Non sono un clone di Bob Dylan”. Questo sembra dire Donovan, al secolo Donovan Phillips Leitch, con il suo terzo album, “Sunshine superman”, pubblicato nell'agosto del 1966. Sempre cinquantacinque anni fa, poco prima del disco del cantautore scozzese, usciva invece “Revolver” dei Beatles, con cui l'artista di Glasgow era amico. L'album, per citare due pezzi, di “Eleanor Rigby” e “Yellow submarine”. Questo per inquadrare il fervido momento musicale.

Spesso paragonato a  Dylan, ma  in “salsa” Uk (su youtube si trovano i filmati di una sorta di “disfida” tra i due), un  accostamento con quello che era comunque già un mito che Donovan forse non gradiva troppo,  il settantaquattrenne cantautore scozzese con questo lavoro prova a scrollarsi di dosso quell'etichetta. Così, grazie al connubio con il nuovo produttore Mickie Most, vede la luce un album in cui il folk, le ballate e, soprattutto, i temi medievaleggianti e fiabeschi non vengono abbandonati, ma che si lancia anche nel filone psichedelico.

Il disco, da cui emerge il fermento della Swinging London, ha successo trascinato dalla title track, la psichedelica “Sunshine Superman” che, come singolo, raggiunge il primo posto nelle hit parade degli Stati Uniti. Altre canzoni del “nuovo” Donovan a far breccia nel cuore del pubblico furono “The trip” e “The fat angel”.

Ma il musicista scozzese non dimentica il fascino, come detto, delle atmosfere fiabesche e medievaleggianti. L'ascoltatore potrà infatti ritrovare   l'”antico” Donovan in un brano come la ballata “Legend of a girl child”, dedicata a Linda Lawrence, ex di Brian Jones dei Rolling Stones, e con echi da William Blake. Fiabe senza tempo, e quindi valide per ogni tempo, sono anche le “arturiane” “Three king fishers” e “Guinevere”. Oppure “Season of the witch”, uno dei pezzi destinati a diventare più famosi del cantautore scozzese, la cui cover cantata da Lana Del Rey, è - insieme all'originale - il pezzo forte della colonna sonora di “Scary stories to tell in the dark”, film uscito nel 2019,   sceneggiato e   prodotto da Guillermo del Toro.

Il personaggio della strega ha infatti incantato numerose band e musicisti come, per citarne solo alcuni a beneficio del lettore, i King Crimson, i Jethro Tull e i Black Sabbath, ma anche, in Italia, grandi cantautori come Branduardi e Vecchioni. In questo lavoro di Donovan sono, però, molto interessanti anche “Bert's blues” e la dolcissima “Celeste”, che chiude un album che si ascolta con grande piacere.