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LA FABBRICERIA DELL'OPERA/8

La portineria del Regio: dove i divi entrano con la giacca della normalità

Da qui passano artisti di grido e grandi direttori. E una volta ha telefonato pure il Presidente della Repubblica

di Mara Pedrabissi -

31 ottobre 2019, 09:53

La portineria del Regio: dove i divi  entrano con la giacca della normalità

ottava puntata

Uno spettacolo dentro lo spettacolo, tutto da scoprire: "La fabbriceria dell'opera" è un suggestivo e esclusivo viaggio a puntate che Mara Pedrabissi conduce ogni settimana sulla Gazzetta di Parma dentro i luoghi "segreti" del nostro teatro Regio. Cosa c'è dietro le quinte? Più di quanto si possa immaginare. Ogni puntata è documentata da foto inedite e da un glossario


La portineria sa sempre tutto e, a volte, compie piccoli miracoli, come ha svelato, con un capolavoro di delicatezza, Muriel Barbery nel romanzo «L'eleganza del riccio».  Non fa eccezione la portineria del Teatro Regio, dove è capitato che telefonasse il presidente Napolitano in persona; dove è norma che varchino la soglia (è l'ingresso artisti) divi e dive del palcoscenico indossando non l'abito di scena ma la giacca della quotidianità. Passaggio  obbligato  per una piccola folla (dalle 200 alle 300 persone in una serata d'opera tra orchestra, coro, cantanti, tecnici...) e un centralino che squilla anche 180 volte in un'ora, tra telefonate esterne e interne, per Milva Salvi, Barbara Pesci e la francese di genitori piacentini Irene Segalini, il sorriso indossato come una seconda divisa perché «chi entra si deve sentire a casa». 

I CAMERINI 
Sono queste signore - se necessario, supportate delle “maschere” (il personale di sala) -  i numi tutelari dei camerini. Nulla avviene a caso: il numero uno è quello, di rappresentanza, assegnato al direttore d'orchestra. Il tre è del basso (Michele Pertusi ci è affezionato); il quattro del tenore; il cinque del baritono (Leo Nucci lo conosce come le proprie tasche); il sei è del soprano e fu “abitato” anche da Maria Callas, neanche trentenne, nella «Traviata» del 1951
Pochissimi i divismi: «Tutti si rivolgono a noi con semplicità - concordano Milva, Barbara e Irene - Ci chiedono le cose più normali, dove poter mangiare o fare la spesa. Molti hanno con sé il cane, da cui non si separano». Da lì passano anche i segreti (una visita “galante” o la consegna di eloquenti mazzi di rose rosse non sono rari) ma segreti restano, in un “non scritto” patto di riservatezza.   

I GRANDI DIRETTORI
Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly,  Daniele Gatti, Daniel Oren: sarebbe  lunga la lista dei grandi  direttori accolti dalla portineria. Sir Anthony Pappano «si è presentato da solo, con il trolley. Simpaticissimo». Il maestro parigino Michel Plasson «regalava i cioccolatini». Il savoir-faire è dei francesi in generale. Anche gli italiani hanno classe: «il maestro Bartoletti è sempre stato un gran signore. Il maestro Ciampa (al Festival 2019 ha diretto Nabucco, ndr) ci ha portato le sfogliatelle dalla Campania. Buonissime!». Un ricordo delicato avvolge la memoria del maestro Angelo  Campori, bresciano di nascita e parmigiano d'adozione, scomparso nel 2013 che «ogni tanto passava per “annusare l'odore del teatro”, come amava dire».  
Tanto geniali sul podio, tanto sbadati in camerino: c'è chi ha scordato lo spartito, chi la bacchetta, chi telefoni cellulari e capi d'abbigliamento... piuttosto intimi. Le chiavi? Un classico, se le sono “intascate” quasi tutti, per poi restituirle anche per posta.

LA PORTA ROSSA 
I fan lo sanno: è da lì che entrano ed escono i loro beniamini. È  lì che si assiepano gli ammiratori, con modalità diverse. Chi ama l'opera, si presenta anche quattro ore prima che si alzi il sipario, per salutare il tal cantante, per un autografo o un “selfie” (Michele Pertusi e Valdimir Stoyanov i più ricercati durante il Festival 2019). Per le serate di spettacoli “leggeri” in ospitalità, le code si formano a fine show e possono proseguire fino a notte tarda: Ligabue, Francesco Renga, Nek e Elisa ne sono stati esempi. Gruppi organizzati di ammiratori, magari abbigliati con le magliette del tour, si presentano regolarmente ai concerti di Fiorella Mannoia e Mario Biondi.

ONERI E ONORI 
Anche per questo, il controllo degli accessi è  attento e rigoroso: in teatro sono sessanta le porte allarmate, che coincidono con altrettanti accessi di sicurezza e fanno capo alla portineria. Come pure, si diceva, il centralino. «Sono il Presidente, Napolitano» sentì dire dall'altro capo del telefono Milva, anni fa: «Ho capito che non era uno scherzo, gli ho passato la Sovrintendenza, da cui aveva ricevuto un invito».

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Lessico familiare

INGRESSO ARTISTI  
Ingresso riservato agli artisti e alle masse corali e orchestrali. In una sera d'opera, possono varcare quella porta anche 300 persone.

CAMERINO
Stanza del teatro riservata al singolo artista. Il camerino n.1 è di norma quello del direttore.