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LA FABBRICERIA DELL'OPERA/10

Calcoli effettuati a regola d'arte: qui si fa finta ma per davvero

Sostenibilità dei pesi e materiali ignifughi per  scene che devono essere belle, agili da assemblare e smontare ma soprattutto sicure: al Regio come nei Paesi asiatici  

di Mara Pedrabissi -

14 novembre 2019, 09:00

Calcoli effettuati a regola d'arte: qui si fa finta ma per davvero

decima puntata

Uno spettacolo dentro lo spettacolo, tutto da scoprire: "La fabbriceria dell'opera" è un suggestivo e esclusivo viaggio a puntate che Mara Pedrabissi conduce ogni settimana sulla Gazzetta di Parma dentro i luoghi "segreti" del nostro teatro Regio. Cosa c'è dietro le quinte? Più di quanto si possa immaginare. Ogni puntata è documentata da foto inedite e da un glossario

Progettare per il teatro è far finta ma... per davvero. Le idee e gli schizzi di uno scenografo o di un regista, per andare in scena, devono diventare un progetto esecutivo, con certificazioni delle portate dei pesi e della sicurezza dei materiali. «Un giorno andrò a vivere in teoria, perché in teoria va tutto bene» è il motto di spirito che accoglie chi entra nell'Ufficio tecnico del Regio, guidato da Andrea Borelli affiancato da Aldo Ghidini (specialista della sicurezza), Massimiliano Scuto, Lucia Pollini, Sonya Codeluppi.

 Il 2020 porterà sei nuove produzioni a partire da «Pelléas et Mélisande» in marzo e «Ascesa e caduta della città di Mahagonny» in maggio per la stagione lirica, più tre titoli del prossimo Festival Verdi e uno per la stagione ragazzi.  Un notevole impegno per un teatro di tradizione - tale è il Regio - che dispone di minori risorse rispetto a un ente lirico (La Scala, per fare il classico esempio).  Ogni nuovo spettacolo comincia a prendere corpo più di un anno prima del debutto. Il progetto artistico, ottenuto il “placet” dalla  direzione, viene presentato all'Ufficio tecnico che va a indagare  nei dettagli di quella che al momento è solo un'idea, magari abbozzata in un acquerello, un olio, uno schizzo (non necessariamente il regista presenta subito una “maquette”). Quella “visione artistica”  deve essere trasformata in  un'analisi di fattibilità, nel rispetto delle norme di sicurezza e del budget preventivato. Vanno calcolati i tempi dei cambi scena, le modalità per stipare la scenografia; va certificata la sostenibilità dei pesi e dei carichi sospesi. Avete assistito al «Nabucco» dell'ultimo Festival? Avrete visto che, a un certo punto, su un lato del ponte della nave, stavano contemporaneamente 32 persone. Ecco, a monte, c'è stato uno studio per certificare che quell'area di 11 metri quadrati, concepita per il palcoscenico, potesse sostenere  5mila chili!

SICUREZZA 
E' un capitolo importante. Una scalinata del '700 è affascinante  ma non a norma: nel riprodurla, andranno previsti dei corrimani o tappeti antiscivolo, ma in modo che non si vedano! La stessa esigenza si pone, in generale, nella scelta dei materiali per realizzare le scenografie, che devono essere certificati soprattutto in funzione anti-incendio.

NEI PAESI ASIATICI
Molti non lo sanno, ma gli spettacoli del Regio vanno spesso e volentieri ... a spasso per il mondo. Accade “in automatico” per le coproduzioni ed è  una prassi virtuosa per le produzioni in archivio: un noleggio è un buon modo per pubblicizzare il nome del teatro. Tanto più che il Regio ha un “patrimonio” di  quasi 7mila costumi in repertorio. 
Cosa c'entra l'Ufficio tecnico? Fornisce lo studio di adattamento per i palcoscenici di altri teatri (per inciso: il Regio è un teatro di tradizione con un boccascena di 13,65 metri. Un teatro  moderno ha un boccascena tra i 18 e i 20 metri, fortunatamente con pareti mobili e all'occorrenza si può stringere). Paesi  asiatici come Cina, Giappone e Corea  ma anche la Russia  fanno sempre più richiesta dei nostri spettacoli di tradizione. I più ambìti sono il famoso «Rigoletto» che nel 1984 Pier Luigi Samaritani firmò per il Regio;  «Un ballo in maschera», sempre di Samaritani;  «Il Trovatore» di Lorenzo Mariani e la «Bohème» di Alberto Nodolini- Nica Magnani. Durante la soprintendenza di Mauro Meli, il grandioso teatro dell'opera di Pechino, l'NCPA, inaugurato nel 2007 e fornito di 2.400 posti (più del doppio del Regio),  acquistò per dieci anni - oramai trascorsi -  i diritti di «Rigoletto». In tempi più vicini a noi, il «Macbeth» dello scorso anno con la regia di Daniele Abbado,  coproduzione con Tbilisi Opera and Ballet State Theatre e Teatro Lirico di Cagliari, è ora in scena nel capoluogo sardo e, da lì, andrà in Georgia.