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LA FABBRICERIA DELL'OPERA/18

L'altra faccia del Teatro Regio. Quella dei ragazzi

Tanti progetti speciali per avvicinare gli adolescenti alla bellezza dello spettacolo dal vivo. Una visione che richiede una  concentrazione senza filtri

di Mara Pedrabissi -

16 gennaio 2020, 17:39

L'altra faccia del Teatro Regio. Quella dei ragazzi

diciottesima puntata

"La fabbriceria dell'opera" è un esclusivo viaggio a puntate che Mara Pedrabissi conduce ogni settimana sulla Gazzetta dentro i luoghi "segreti" del nostro Teatro Regio. Cosa c'è dietro le quinte? Più di quanto si possa immaginare perché niente è più vero della finzione del teatro. Ogni puntata è documentata da foto inedite e da un glossario

La cura “detox” per adolescenti- dipendenti da dispositivo elettronico c'è e si chiama teatro. 
Se la montagna non va da Maometto, è Maometto che va alla montagna. E' l'impegno del Teatro Regio che, per guadagnarsi il pubblico del domani, si è applicato nella sfida di  investire denari, risorse, idee in una stagione con produzioni nuove e esclusive per ragazzi, scuole e famiglie,  che dal 2015 a oggi ha raccolto quasi 60mila spettatori dai «meno 9 mesi» (è corretto, lo spiegheremo meglio dopo) ai 18 anni (il pubblico delle prove  antegenerali delle opere). «I più difficili da coinvolgere sono i ragazzi delle scuole superiori, dal 14 ai 18 anni, perché per molti di loro si tratta della prima esperienza a teatro - spiega  Lisabetta Baratella, 44 anni, responsabile degli educational e mamma -. Assistere allo spettacolo dal vivo richiede calma, concentrazione, assenza di distrazioni: condizioni che spesso per i nostri ragazzi, così legati alla “vita digitale”, sono difficili da ottenere. Paradossalmente è più semplice vivere l'esperienza di “Una notte all'opera” con i bambini dai 7 ai 10 anni, emozionati nel trascorrere la notte in teatro, senza telefoni né tablet». Sacco a pelo, tappetino, spazzolino da denti e una borraccia: è  l’occorrente per un'avventura al Regio, con cena e colazione in teatro incluse.
Per colmare il “gap” e conquistare la fascia di adolescenti che ancora si è avvicinata poco o nulla al teatro è nato il progetto «In attesa di Alice» che ha debuttato nel mese di novembre, in vista appunto di «Alice», l'opera musicale andata poi in scena in dicembre (vista da 3500 ragazzi alle recite per scuole, oltre al pubblico delle due recite per famiglie e agli studenti coinvolti nel laboratorio). Qui, per la prima volta, si è strutturato un progetto complesso intorno a un'opera “young”. «Siamo andati noi nei licei - prosegue Baratella - al classico Romagnosi, allo scientifico Ulivi, al socio-pedagogico Sanvitale. E' stata un'esperienza appagante che, nel secondo step, ha visto i ragazzi stessi venire in teatro per una visita guidata con l'opportunità di assistere a mezz'ora delle prove di “Alice”. Molti sono rimasti a bocca aperta, letteralmente». La sensazione più bella? «Sentire che il teatro sta al fianco degli insegnanti, offre una sponda, un supporto formativo. Proponiamo  anche una ventina di laboratori per docenti, come “I trucchi del mestiere”, in collaborazione con Aslico, accreditati dal  Ministero dell'istruzione. E' un percorso virtuoso, dalla scuola alla famiglia, fondato non solo sulla bellezza ma anche sui contenuti che siamo in grado di trasmettere». 

IMPAROLOPERA
In principio è stato «Imparolopera»: il progetto guidato dall'attore Bruno Stori con il coordinamento musicale di Donatella Saccardi e in collaborazione con il Conservatorio «Boito» nel 2019 ha spento (con una festa, durante il Festival Verdi) le prime venti candeline.  Una formula magica - insignita qualche anno fa del prestigioso Premio «Filippo Siebanek» -   che smonta, ripensa e rimonta i classici del melodramma a uso e consumo degli scolari dai 6 anni. Il prossimo appuntamento sarà in marzo con la «Turandot» di Puccini, l'opera che ha inaugurato la stagione lirica ma ... in una versione speciale.
E per i più piccoli ancora? «Il guardiano e il buffone», ispirato a «Rigoletto», per scuole e famiglie, il 6 e 7 marzo. Ancora, a ritroso.  «Opera meno nove» per famiglie in dolce attesa (20 gennaio e 17 marzo).

NUOVI SGUARDI
Un impegno a 360 gradi che, mentre cerca i giovani, apre le porte ai disabili visivi e fornisce un aiuto alle donne ferite dalla violenza, segno tangibile di una precisa attenzione della direzione, non a caso affidata a una donna, Anna Maria Meo. 
Di «RegioInsieme» si occupa Roberta Gregorace, 32 anni e una bella sensibilità.  «Il primo traguardo di RegioInsieme - racconta -  è stato il percorso elaborato per 15 disabili visivi, in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Parma, lo scorso giugno con lo spettacolo della compagnia Aterballetto per ParmaDanza. Un momento di condivisione e arricchimento umano». 
Dal 10 dicembre ha preso il via anche un percorso di formazione professionale per quattro donne, tre selezionate dal Centro di Aiuto alla Vita e una dal Centro Antiviolenza: a fine gennaio saranno pronte per condurre visite guidate in teatro. Un lavoro tra la bellezza del teatro può servire a voltare una brutta pagina.


 

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Lessico familiare

OPERA MENO 9 
Una «culla sonora» per la famiglia in dolce attesa. Prossimo appuntamento lunedì 20 gennaio. 

IMPAROLOPERA
E' il progetto più longevo per ragazzi in scena da oltre vent'anni. Prossimo appuntamento il 16 marzo (prenotazioni già aperte).