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Schermature protettive tra i posti in platea: così il Regio potrà ospitare fino a 600 spettatori

Grazie a un progetto ideato dai tecnici del Teatro e certificato da una società specializzata si potrà tornare in sicurezza agli spettacoli al chiuso

19 settembre 2020, 15:07

Schermature protettive tra i posti in platea: così il Regio potrà ospitare fino a 600 spettatori

Grazie a un progetto originale studiato in queste settimane dai propri tecnici e sottoposto al vaglio di consulenti esterni specializzati in materia di sicurezza, il Teatro Regio di Parma annuncia di essere in grado di accogliere in piena sicurezza fino a 600 spettatori per gli spettacoli al chiuso nella sua sala principale.

"Recependo pienamente le norme dei DPCM e delle ordinanze regionali sulla riapertura degli spazi dedicati agli spettacoli dal vivo che si sono susseguite da giugno, prima dell’annuncio del XX Festival Verdi “Scintille d’opera”, sino al 7 settembre scorso, alla vigilia del suo debutto, il Teatro è andato ben oltre la loro applicazione - si legge in una nota - , nel desiderio di potenziare anche il senso di sicurezza percepita dagli spettatori e ha perciò ideato un progetto, certificato da Medlavitalia S.r.l., società con sede a Parma, leader nel settore della medicina, consulenza e formazione sulla sicurezza del lavoro, che prevede l’apposizione di schermature in policarbonato flessibile (facilmente installabili e removibili) nelle sedute alternate occupabili in platea e tra un palco e l’altro.

La soluzione ideata e realizzata, che è già in fase di installazione e che potrebbe essere sperimentata in caso di necessità anche per il XX Festival Verdi in corso, consentirà di accogliere 192 persone in platea, (le poltrone saranno occupabili a posti alternati – uno sì, uno no - e sfalsati da una fila all’altra; sono compresi 2 posti per persone in carrozzina), fino a 4 persone per ciascun palco centrale (96 spettatori in totale dai palchi 12 al 19) e fino a 3 persone per ogni palco intermedio e laterale (240 spettatori in totale, dai palchi 2 al 11 e dal 20 al 29); in entrambi i casi, nei palchi, con spettatori non necessariamente congiunti che occupano il palco senza schermature al suo interno, mantenendo il distanziamento interpersonale di un metro. In galleria le poltrone originariamente presenti saranno smontate e sostituite da nuove sedute rimontate secondo le nuove distanze imposte dalle norme di sicurezza (72 spettatori in totale).

Il pubblico potrà così non solo tornare a godere il piacere dello spettacolo dal vivo al Regio in estrema sicurezza oltre gli obblighi normativi richiesti, ma potrà finalmente a tornare a vivere il piacere della socialità, potendo ad esempio voltarsi a parlare col vicino di poltrona o di palco, un gesto che ci è parso banale fino a febbraio scorso, ma che oggi sappiamo quanto è essenziale per ciascuno di noi.

Resta confermata la bigliettazione nominativa, la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, l’obbligo di indossare correttamente la mascherina sempre e per tutta la durata degli spettacoli e di prenotazione per gli spettacoli a ingresso libero.

“Già dal primissimo periodo di questa pandemia, a marzo, - dichiara l’ing. Paolo Caniglia Health, Safety and Environment Manager di Medlavitalia S.r.l. - quando tutto era immobile e quasi irreale, ho ricevuto l’incarico dal Teatro Regio di Parma di supportarlo nell’analisi delle caratteristiche specifiche degli ambienti lavorativi, degli spazi destinati al pubblico, delle attività tipiche dei lavoratori e dei flussi del pubblico per definire le più opportune modalità comportamentali e operative al fine di ricercare il massimo livello di sicurezza possibile per tutti nel momento in cui si sarebbe potuti ripartire con le attività. Si era in un periodo nel quale tutto era nuovo ed incognito, le regole ancora incerte e in continuo divenire, ma c’era l’esigenza forte di ripartire e, soprattutto, di poterlo fare nella massima sicurezza possibile, per i lavoratori e per il pubblico”.

“Grazie all’esperienza pluriennale di valutazione del rischio acquisita in tanti ambiti di intervento, lavorativi e di vita sociale, dal settore industriale alle manifestazioni sportive e di spettacolo, per individuare gli scenari, i momenti, le occasioni e gli ambiti a maggior rischio, e di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione da adottare, cercando sempre di anticipare con il buon senso e l’esperienza le disposizioni governative centrali e regionali al fine di non farsi trovare impreparati e con un atteggiamento proattivo alla ricerca di soluzioni, ho lavorato in fortissima sinergia e cooperazione con tutte le figure del Teatro Regio. Tutti con un unico e ben chiaro obiettivo principale: ripartire e riavvicinarci a una vita più ordinaria rispetto a quella che stiamo vivendo, pur nella consapevolezza della pandemia in corso, con la quale dobbiamo imparare a convivere. Il pubblico deve avere fiducia nel Regio e il Regio merita tale fiducia”.

 

“Abbiamo scelto di rendere obbligatorio per il Regio ciò che era ed è indicato come facoltativo nelle norme, - dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma - penso al controllo costante della temperatura in ingresso, al monitoraggio sanitario specifico di tutto il personale e degli artisti, che si sono volontariamente sottoposti a test sierologici il 24 agosto prima del rientro al lavoro in Teatro, sino all’adozione di questi dispositivi di protezione con schermature protettive per le sedute in platea, anch’esse non obbligatorie in virtù del distanziamento interpersonale garantito dall’interdizione alternata delle sedute, già in linea con gli obblighi normativi”.

“Abbiamo investito in strumenti, procedure e idee innovative – prosegue Anna Maria Meo – ponendoci al posto dei lavoratori e degli spettatori, immaginando le loro esigenze e le loro cautele e adottando ogni soluzione che ci consenta di accoglierli, garantendo a ciascuno il piacere di poter fare e godere lo spettacolo dal vivo, poiché riteniamo, che la cultura curi, secondo quanto Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21 approfondirà nei prossimi mesi e perché, come in casa propria, anche al Regio, la casa di ciascuno di noi, ognuno deve sentirsi protetto”.