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CROAZIA

Magica Dubrovnik: la perla dell'Adriatico

Antiche mura e panorami   tra storia, fantasia e leggende 

di Michele Ceparano -

16 giugno 2019, 10:40

Magica Dubrovnik: la perla dell'Adriatico

Dubrovnik, in Croazia, è una città sospesa tra storia e fantasia. Fantasy, per meglio dire, dal momento che proprio quella che è detta la perla dell'Adriatico   ha fatto da location ad Approdo del Re. È  una delle  città  raccontate  nel  «Trono di spade», la fortunata  serie televisiva tratta dai romanzi  nati dalla fervida fantasia di George R. R. Martin e intitolati  «Le cronache del ghiaccio e del fuoco»,  che si è appena  conclusa  e di cui  milioni di  spettatori in tutto il mondo sentono già  tremendamente  la mancanza.  
RARA BELLEZZA
Dubrovnik, che fece innamorare di sé anche lo scrittore e drammaturgo irlandese  George Bernard Shaw (fu proprio lui a coniare la definizione di perla dell'Adriatico),  è una città di rara bellezza.  In italiano è   Ragusa mentre Dubrovnik  deriva invece dallo slavo che richiama le foreste di querce che un tempo ricoprivano la montagna di San Sergio. Questa  città della Dalmazia meridionale è  presa d'assalto dai turisti specie nella bella stagione e i suoi prezzi sono più alti  di altri luoghi  della Croazia,  come ad esempio Spalato, altro  magnifico  posto da visitare dove si trova, tra le altre meraviglie,  il palazzo di Diocleziano.  Dubrovnik ha il suo cuore pulsante   nella Placa o Stradun, la via principale da cui si accede dal ponte levatoio di Porta Pile, mentre l'altro ingresso  alla città vecchia è Porta Ploce. Lungo lo  Stradun, termine di origine veneziana,  ci sono   la fontana di Onorio, la cattedrale dell'assunzione della Vergine, il monastero domenicano,  la chiesa di San Biasio e il palazzo del Rettore.
LE MURA
Ma per i numerosi turisti che prendono d'assalto la città vecchia con i suoi vicoli caratteristici e stretti,  le mura di Dubrovnik rappresentano un grandissimo  richiamo. Si può dire  che forse sono proprio le sue fortificazioni la principale attrazione della città croata, tanto che in certi orari si fa addirittura fatica a camminarci visto  l'affollamento. Si tratta di  mura imponenti, quasi due chilometri con  fortezze,   torri e bastioni. Chi  ci va non può assolutamente evitare, nonostante in certi orari il sole sia battente, di farsele tutte. Per ovviare al caldo, d'estate davvero afoso, è opportuno munirsi di due cose: un cappello e una bottiglia d'acqua. Il primo si può acquistare nei numerosissimi negozi sullo  Stradun, mentre per bere sui bastioni non c'è assolutamente problema. Tanti sono infatti, come se si trattasse di una gara,  i  punti di ristoro dislocati sul camminamento e  specializzati in spremute d'arancia e limone per dare la spinta ad andare avanti  fino alla meta.  Lungo le mura, costruite tra il X e il XVII per scopi ovviamente difensivi e a cui si accede da una ripida scalinata vicino a porta Pile,  la torre  di  Minceta è tra i punti più famosi. Quattro invece sono le fortezze principali:  il forte Bokar, quello di San Giovanni,  il Revelin e la fortezza  di Lovrijenac che merita un discorso a parte.   

LA «FORTEZZA ROSSA»
L'ultima tappa  di questo meraviglioso tour è infatti fuori dalle mura poco lontano ed è rappresentata proprio  dalla  fortezza di Lovrijenac, costruzione a picco sul mare risalente al XV secolo. Al suo interno non ha cose indimenticabili ma sono gli scorci che si posso ammirare dalle sue mura che rappresentano qualcosa di unico. Colpi d'occhio da fotografare assolutamente. La costruzione, a picco sulle rocce, nel «Trono di spade» è la Fortezza Rossa,  e alcune  tra   le scene più famose della  serie televisiva  sono state girate nei suoi dintorni.  
LUOGHI LEGGENDARI
Tante sono anche le leggende che aleggiano intorno a Dubrovnik. Tra le più famose quella di  San Giovanni, protettore della città. Una sorta di  santo-detective  che   smascherò i veneziani che, fingendosi marinai, volevano  rubare reliquie e oggetti preziosi. O quella dei fantasmi dei monaci benedettini dell'isola di Lacroma o Lokrum. Situata di fronte alla città e raggiungibile in mezz'ora di traghetto, si dice che  Riccardo Cuor di Leone  vi  trovò rifugio da  un naufragio  sulla via di   ritorno dalle crociate. Cacciati in seguito dai potenti della città, i monaci benedettini  si vendicarono lanciando  una maledizione contro chi avesse sfruttato l'isola per  fini  personali. E ancora oggi che l'isola  è divenuta una riserva naturale, i fantasmi starebbero di guardia. 

DA SAPERE
IL CONFINE 
QUEL «PEZZO»
DI BOSNIA

«Preparare il passaporto». Se si va a Dubrovnik, ad esempio, da  Spalato in cui numerose sono le compagnie che organizzano tour, bisogna anche mettere in conto che si dovranno percorrere  una decina scarsa di chilometri di Bosnia Erzegovina, e quindi fuori dall'Unione europea, per poi rientrare nell'Ue e raggiungere appunto la perla dell'Adriatico.  Quindi, per evitare spiacevoli ritardi bisogna sempre avere con sé il documento, carta d'identità ma anche passaporto.  Qualcuno, a questo proposito,    vorrebbe che venisse terminato il ponte di Pelješac per non dover essere costretti ogni volta a fermarsi e sottoporsi ai controlli.          

IL DIBATTITO
TROPPO TURISMO
FA MALE?

Il turismo  in alcune  zone e città  della Croazia, come Spalato e Dubrovnik, è davvero di massa. I numeri sono imponenti se si  pensa che un Paese  di quattro milioni di abitanti nel 2018 è stato visitato da quasi venti milioni di persone che hanno scelto comunque prevalentemente l'estate. È un trend positivo iniziato  nel 1995, con la   fine della guerra. Secondo alcuni studi dal turismo dipenderebbe infatti un quarto del prodotto interno lordo dell'intera Croazia. Come tutti i fenomeni in  espansione, il turismo (a cui negli ultimi anni ha contribuito anche il successo  planetario della serie «Il trono di spade» che ha avuto proprio Dubrovnik e Spalato   tra le  principali location) ha portato anche un aumento degli affitti, amplificato dall'apertura di nuovi airbnb. In  alcune città storiche, inoltre, i residenti si lamentano e  la stessa Unesco  ha  lanciato un  grido d'allarme sull'eccessivo affollamento nelle città d'arte croate.  Sul tema sono  fioccati  i dibattiti  e i pareri  degli esperti.   «Meno turisti? Io ne vorrei addirittura di più -  taglia corto, invece,  una guida  che lavora per   una compagnia di Spalato -. Qui lavoriamo sei mesi all'anno. E negli altri sei mesi la vita è molto dura».  Insomma, il dibattito è più aperto che mai.