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SARDEGNA

Quell'isola nell'isola dove si sfidavano fenici e romani

Sant'Antioco si trova nell'estremo sud  ed affascina  chi ama la storia e le tradizioni. Ma questo borgo dal fascino speciale fa innamorare anche chi cerca la bellezza delle onde

di Chiara Cabassi -

18 agosto 2019, 10:36

Quell'isola nell'isola dove si sfidavano fenici e romani

Sant’Antioco patrono di Sardegna. Sant’Antioco, caput acquas dell’estremo lembo sud ovest del Sulcis Iglesiente, borgo marinaro dal fascino speciale. 
Si può scegliere tra il tramonto dal faro di Mangiabarche, per un aperitivo nella piazzetta centrale che circonda la fontana esagonale o di fare due passi sul lungomare dove, dai pescherecci scende il pescato del giorno tra il bracconaggio strillato dei gabbiani. 
Si spazia tra un litorale che a oriente è a ciottoli, e quello che dal versante opposto, è una frastagliata scogliera a strapiombo sul mare, ma che scende in baie di sabbia man a mano che si prosegue verso nord. 
Si può provare un tuffo dagli scogli di Cala Sapone o un giro di snorkeling tra le insenature a pelo d’acqua di Cala delle Sirene. Sant’Antioco è l’isola dell’isola. 
LA QUARTA ISOLA D'ITALIA
Legata alla Sardegna con un filo di terra che abbraccia la salina. La quarta isola più grande d’Italia, ma soprattutto resistente custode di autenticità e tradizioni. 
Un mondo a parte, ancora poco battuto dal turismo, a cui offre, però, non solo l’incontaminato mare e il vento rinfrescante. Della Sulky fenicia, crocevia di commercia dei popoli di tutto il Mediterraneo, racconta il Museo Archeologico (sempre aperto dalle 9 alle 19 in via Sabatino Moscati) con una collezione che va dal Neolitico alla dominazione di Cartagine e a quella romana. 
Sul colle, al martire dell’isola, è dedicata la Basilica del IV secolo. Chiesa bizantina, oggi di architettura neobarocca, che trovò la fondazione al centro di un dedalo ipogeo scavato dai fenici. I cristiani ne fecero catacombe. Dalle catacombe si sviluppò poi in epoca Medievale un villaggio sotterraneo che pastori e agricoltori utilizzarono come abitazioni e laboratori. 
Ci abitarono gli isolani fino agli anni ‘70 del Novecento, poi arrivarono le case popolari e il sito venne riconvertito al turismo. Dall’alto l’isola è sorvegliata da un forte sabaudo di inizio ‘800. 
I PIRATI TUNISINI
L’ultima incursione di pirati tunisini è registrata nel 1815, appena prima del bombardamento inglese di Algeri. Ai sabaudi è legata anche la strada del Carignano del Sulcis: percorso enogastronomico che si snoda lungo 180 km, infilandosi in sedici  comuni e cinque cantine. Il Carignano è un interessante vitigno a bacca rossa che cresce su terreni sabbiosi resistendo coraggioso ai venti salmastri. A Sant’Antioco ci sono viti centenarie. Per chi sceglie l’isola all’inizio dell’autunno c’è anche lo spettacolo della vendemmia sul mare. Un assaggio del sapore della bellezza.
 

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