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La vezzosa Zagabria sospesa tra pettegolezzi e antichi monumenti

Ha un cuore di pietra  da scoprire passeggiando. Ma anche una anima sbarazzina che si rivela  godendosi la dolce vita tra i  suoi tanti locali
 

di Luca Pelagatti -

04 gennaio 2020, 11:50

La vezzosa Zagabria sospesa  tra pettegolezzi e antichi monumenti

Non è certo la prima destinazione che viene in mente quando si pensa ad una città europea dove trascorrere un weekend. Ma è un peccato: perché Zagabria, cuore della piccola Croazia (www.croatia.hr/it-IT ), è piena di sorprese. 
Infatti trovatela un'altra capitale con un centro storico modello bomboniera e una vivace vita culturale e sociale che ospita pure le gare della Coppa del Mondo di sci. Non è uno scherzo: la pista sulla  collina Sljeme si raggiunge in bus dalla piazza principale e finite le sfide tra i pali si torna comodamente a cena tra le luci delle sue piazze. 
Le gare, giusto per la cronaca, si svolgono oggi e domani, ma anche non potendo partecipare a questo evento sportivo poco importa. Zagabria, vezzosa, sa attendere. E, al momento giusto, conquistare chi arriva a renderle omaggio.
IL CUORE DEL CENTRO
Il punto di partenza è immutabile: è piazza Trg bano Josip Jelačić, il punto di contatto tra la città alta e quella bassa e, soprattutto, il luogo dove la gente del posto si da appuntamento. La lingua del luogo per noi è ostica ma se poteste origliare capireste che i punti di ritrovo sono due: sotto la torre dell'orologio e sotto la coda. Ovviamente si allude a quella della statua equestre che sta in mezzo alla piazza. 
Intorno, poi palazzi in un curioso mix di stili e tanti locali. Ricordatelo e scegliete quello che vi piace di più perché anche questo è importante: stare seduti al caffè a guardare e spettegolare – da queste parti questa oziosa attività ha anche un nome: schpica – è uno degli sport nazionali. 
Voi, almeno per un po' invece andate a scoprire cosa sta intorno e puntate verso i le strade acciottolate e i palazzi dalle tegole rosse di Gornji Grad, la città alta di Zagabria. 
Molti scorci sono evidentemente rimasti uguali dal Medioevo sino ai giorni nostri ma poi alla fine si resta sorpresi davanti alla chiesa di San Marco. E' sorta nel XIII secolo ma, da allora, ha cambiato volto parecchie volte fino al 1876 quando venne rifatto il tetto: è decisamente unico e molto colorato e ospita gli stemmi della Croazia e di Zagabria. Se qualcuno voleva creare una icona perfetta non poteva fare di meglio. 
Nella stessa piazza si trovano anche il palazzo del Parlamento croato, il palazzo del governo e quello della Corte costituzionale. Ma poi tutti dopo le foto di rito finiscono per sciamare lungo Tkalciceva Street, la via più vivace della zona piena di locali e gente. 
Ma non è ancora tempo di una pausa: prima si deve fare una visita alla cattedrale dedicata all’Assunzione di Maria e ai Re Stefano I e Ladislao I. Il primo edificio fu abbattuto dai tartari poi arrivarono guerre e terremoti a dare spallate alle sue mure: ma resiste, sia pure rimaneggiata, con le sue guglie e i suoi decori e all'interno con un ricco tesoro, e, soprattutto con un prezioso trittico firmato da  Albrech Dürer. 
IL MERCATO CONTADINO
Prima di tornare verso la piazza e tuffarsi nel laico rituale del mercato di Dolac, che, tutte le mattine, riempie la piazza principale dei banchetti colorati delle «kumize», le contadine vere regine di quello che è uno de mercati ortofrutticoli più antichi e divertenti di questa parte d'Europa, rendete omaggio alla vena più spirituale di Zagabria.
 Per farlo seguite la luce tremolante delle candele che illuminano la Kamenita Vrata, ovvero la «porta di pietra», singolare santuario nato dalle fiamme. Sghembo e in salita si trova sotto la volta di una antica porta medievale che venne avvolta da un incendio nel 1731. Vuole la devozione popolare che la sola parte non bruciata sia stato un dipinto della Madonna con il Bambino, di un ignoto pittore del XVII secolo che ben presto venne affiancato ad un altare. Qui la gente del posto viene per pregare, portare fiori ed accendere candele. Oltre che per dire grazie come dimostrano gli ex voto sulle pareti intorno a quella che è considerata la protettrice di Zagabria.
IL MUSEO DEGLI ADDII
Dopo tanta spiritualità un po' di sana concretezza? Ecco il posto giusto: ovvero il Museo delle relazioni interrotte. Si, proprio un museo dedicato agli amori sfortunati ospitato in un palazzo barocco e che raccoglie oggetti personali di ex amanti, come lettere d’amore, peluche regalo e ricordi romantici. L’idea è nata da uno scultore e una produttrice cinematografica diventati ex. Non sono gli unici visto che la collezione ormai raccoglie pezzi arrivati con migliaia di donazioni da tutto il mondo.
Ma non pensate male. Zagabria non si lascia certo vincere dalla malinconia. Quando scende il buio la vita serale della città si impenna. In particolare il fine settimana la scelta di locali intorno alla piazza principale è davvero grande e occorre solo scegliere cosa fare, se puntare sulla cucina locale o sapori più contaminati. In ogni caso non rinunciate a tuffarvi nel ritmo piacevole di questa piccola capitale. Che, sorniona, sa di fare colpo su chi la scopre. Capendo che forse, un fine settimana può anche essere troppo poco.