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Plose, l'attico di Bressanone dove scivolare nel bianco

di Lucia Galli -

01 febbraio 2020, 10:20

Plose, l'attico di Bressanone dove scivolare nel bianco

E'l’attico più panoramico di Bressanone, perfetto per coniugare una vacanza di sport senza allontanarsi troppo dalla città. 
Benvenuti sulla Plose (www.brixen.org), nome femminile, emozione tout court, per questa cima brada che dai 2505 metri di monte Fana regala, oltre ad una delle acque pure d’Italia, sole e larghi panorami agli appassionati di sci, slittino e ciaspole. 
Odle, Sassolungo, Putia e pure lo Sciliar: nel cuore della valle Isarco, l’emozione parte dalla piccola Sant’Andrea, «ombelico» del comprensorio e, con locali come il “P3”, del dopo sci a base di dj set ed allegria. Plose, con i suoi 42 km per la discesa, è innanzitutto il tempio di un grandissimo: lo ribattezzarono «crazy horse» perché era il più scatenato della valanga azzurra. Bello e tanto biondo, Erwin Stricker ha disegnato qui le prime curve della sua carriera che lo portò sul podio della leggendaria gara tutta azzurra di Berchtesgaden con Gros, Thoeni, Stricker, Schmalzl, Pietrogiovanna. Il suo spirito di innovatore lo ha proiettato ad una, purtroppo brevissima, seconda manche nella vita da illuminato imprenditore e divulgatore di cultura alpina, arrivando fino in Cina dove, tutt’oggi, è amatissimo. 
UNA PISTA PER ERWIN
A 10 anni dalla sua scomparsa Plose, con la moglie Linda, lo ricorda con un tracciato nero e nuovissimo tutto da sciare, facendo tappa fra baite gourmand, come il rifugio Rossalm o la Pfannspitze. Queste crode hanno cullato anche altri campioni, che vanno sempre veloci, ma sdraiati sullo slittino: Dominik Fischnaller ha, prima, tastato la neve di questi boschi prima di preferire i budelli di ghiaccio e seguire l’esempio del grande Armin Zoeggler. 
Così a Plose, fin da piccoli, s’impara ad usare piedi e mani per direzionare la slitta. La Rudi Run, con i suoi 10 km, è la pista più lunga delle Dolomiti: fino al 6 marzo è aperta anche dalle 18 alle 23 di ogni venerdì, quando la guida Helmut Gamper ha sempre una dritta per rassicurare anche i più indecisi. Si sale in cabinovia, poi giù per il bosco, fino all’ultima derapata che conduce alla Trametschuette per un piatto di canederli fumanti. 
Chi preferisca solo camminare a Plose non si annoia e segue le orme dei giganti buoni e selvatici, i fratelli Lorggen, cui è dedicato un percorso che conduce più a valle, sulle curve del passo delle Erbe e fra le lusinghe della Schlemmer hutte, per spaetzle e kaiserschmarren fatti in casa. 
La notte? Ha un unico indirizzo: quello del My Arbor Plose Wellness hotel, curioso nome anglo latino per una delle costruzioni più avveniristiche delle Dolomiti. E’ una grande palafitta d’autore, con 2500 metri quadrati di spa e piscine riscaldate. La cantina ha oltre 300 etichette perché gli Huber sono stati fra i pionieri viticoltori della valle. Val bene una messa, dato il blasone della città arcivescovile, una fuga downtown a Bressanone, soprattutto per le leccornie di Decantei, nuovo indirizzo trendy nel cuore della città, ricavato nella vecchia canonica, dove ai messali si preferisce il ricettario della nonna.